Sito Ufficiale del Dott. Vittorio Paola

 

 "ESOMEDITAZIONE"

La Immaginazione sviluppa un ordito di libertà, autenticità, potere creativo, arte, su cui è annodata la trama di una parte importante della nostra cultura, persino dei nostri valori. Chi riesce ad immaginare coltiva dentro di se l’immagine, ma anche il fantasma, il sogno, il concetto, l’apparenza, il ricordo, il riflesso, il paragone, l’allegoria. L'archetipo del Mago che si sviluppa nell'Inconscio Profondo Collettivo, è quel potente risveglio emotivo che esaudisce e rende concrete le nostre immaginazioni. Evocare l'archetipo del Mago vuol dire ritrovarlo nei nostri sogni e nelle meditazioni e quindi potere chiedere ciò che desideriamo con la certezza a lui delegata in quanto Mago, che ogni desiderio sarà esaudito. Tutto ciò equivale ad una profonda introspezione con l'inconscio mediata dall'Archetipo, per comunicare la autorealizzazione di desideri comuni ma anche complessi come ad esempio incontrare entità care in un contesto di estremo realismo. Ogni Sovrano ha bisogno di un Mago che sia capace di predire il futuro, guarire i malati, creare rituali in grado di unire i membri di una comunità e mantenere il duraturo contatto con la dimensione spirituale, così anche il Sovrano dell'IO. Al Mago il sacro non appare come qualcosa di trascendente che sta in alto, ma è immanente in tutte le cose e dunque può mediare con noi e per noi il suo potere. il Mago attua il comando evangelico: "Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto.". Nella Esomeditazione che faremo, lavoreremo su questo potente archetipo che risveglia in noi potenti e benefiche energie per dialogare profondamente con l'inconscio e realizzare i nostri desideri. Dunque il mago ci insegna a usare il potere di nominare per dare forza agli altri e trasformare situazioni limitanti e frustranti in opportunità positive. 

Cellulare: 3426448616  Mail: vittorio.paola@aiutonaturale.it

 

 

SALTI DIMENSIONALI

Dopo diversi anni di studio dell'inconscio Profondo e di quello Collettivo, dopo essermi confrontato con il pensiero Medianico e dopo avere avuto l'onore e il piacere di essermi confrontato con la sapienza di una delle più grandi Channeler viventi ,Barbara Amadori, e naturalmente dopo avere svolto approfonditi studi di Fisica quantistica reale (non pindarica) e studi cabalistici, ecc ecc. Mi sono fatto una mia idea dello stato dell'Oltre e soprattutto della transizione dimensionale che lo precede. Premetto che quando lasceremo il corpo denso avremo accesso ad una serie di stimoli sensoriali che in questa dimensione sono sconosciuti e poco comprensibili: siamo troppo abituati a vedere e sentire con la mente razionale e il vedere e sentire senza di essa credo sarà un meraviglioso impatto di gioia e amore. Allora cominciamo da chi siamo adesso, vivi e vegeti nello stato denso e in che ambiente viviamo. Più che ambiente parliamo di dimensione, laddove si intende un sistema di regole e condizioni che determina la vita, cioè lo stato vitale. Dunque sono le condizioni dimensionali che determinano il modo di vivere e come lo possiamo intendere. Ad esempio nella nostra dimensione imperano il tempo convenzionale e lo spazio assoluto e relativo e la velocità assoluta e relativa e tutte queste grandezze sono tra loro ben relazionate da leggi della fisica. In una altra dimensione queste regole potrebbero non valere più ma essercene delle altre. Ora, noi viviamo una forma energetica molto potente immersa in un campo di materia dunque viviamo una sorta di stato punitivo, di prigionia perchè la dimensione da cui proveniamo è molto amplificata sensorialmente e i nostro attuali sensi non fanno altro che ridurre e comprimere informazioni vibrazionali per far si che il nostro cervello quantico possa essere in grado di decifrarle in tempo reale. Bene, siamo dunque come un astronauta che per andare nello spazio necessita di un apparato complesso per sopravvivere. Il trapasso consiste nell'abbandono del corpo fisico perchè si è guastato e non riesce più a mantenere l'energia consapevole di cui siamo fatti, in questa dimensione densa, materiale, dunque questa energia deve fuoriuscire dal corpo fisico in quanto non più accogliente e deve inoltrarsi nella dimensione energetica congeniale dove ci sono le condizioni per vivere. Questa dimensione potrebbe essere un sistema collettivo con regole diverse dalle nostre nel quale accadono molte cose compatibili con lo stato etereo energetico. qui sfatiamo il primo mito, cioè quando si dice che ci sono Anime che impiegano molto tempo per andare nell'oltre, che restano legate qui nel "basso astrale" ecc. ecc. Questo non è assolutamente possibile: il salto è immediato e non prevede scelte decisionali. Si passa da una dimensione all'altra per pura necessità esistenziale. La fisica quantistica è molto chiara su questo punto e si chiama quantistica proprio perchè i salti energetici dimensionali avvengono in modo che non esistano stati intermedi: o qui con il corpo e di là senza corpo. Diversi stati, diverse frequenze, diversa sensorialità diversa ogni cosa,

Come è subito emerso il discorso è abbastanza lungo e complesso quindi va benissimo dividerlo in puntate e questa è la seconda. Ringrazio tutti coloro che hanno letto commentato e posto delle domande. Iniziamo proprio dalle vostre domande e osservazioni. Ribadisco che questo quadro conoscitivo è certamente imperfetto, riduttivo e frutto di studi miei e approfondimenti con autorevoli studiosi dai quali ho appreso molto, quindi è una mia visione nella quale ripongo alcune certezze e punti fermi. Ovviamente ciascuno di voi può dissentire e avere opinioni proprie che avrò il piacere di ascoltare se vorrete. Cominciamo quello che tu chiedi sarà esposto nel seguito, tranquilla. la mente è un prodotto locale della evoluzione e serve soltanto per potere vivere nella materia, in questa dimensione. Una volta passati nell'oltre la mente scompare si dissolve come tutto il corpo materiale e quello che sopravvive è ben altro legato all'energia che transita ed è quello che chiamiamo inconscio che si riversa come una bottiglia di acqua nell'oceano, nell'inconscio collettivo, nella matrice universale, dunque chi sta male qui nella materia non starà male nell'oltre. anzi...  Necessità esistenziale vuol dire che la forma senziente e vitale riesce a sopravvivere nel modo che la dimensione ospitante concede. Noi in forma materiale non potremmo vivere nella matrice energetica (inconscio collettivo) e noi in forma energetica non potremmo vivere qui nella materia senza avere un corpo materiale.   Nel transito dimensionale tutto muta e viviamo altri scenari non locali dove questo concetti  vengono superati da altre forme e regole tipiche delle dimensioni energetiche. Per quanto riguarda il decidere se restare qui in forma energetica, volontariamente, questo è assolutamente da escludere: la fisica quantistica esclude lo stazionamento che si frappone tra quanti energetici: è una condizione on - off non lineare ed è la base di tutto. In fisica quantistica vige il determinismo e il calcolo delle probabilità riferite ad un evento. A questo proposito si può tranquillamente affermare che il futuro non esiste ma è costruito da successioni di presente determinato da libere scelte individuali e reticolari. Nemmeno il passato esiste se non nelle nostre memorie e ricordi, ma allora il presente compreso tra due stati che non esistono, può esistere ? ne parliamo dopo nella terza puntata insieme al concetto di esistenza: cosa vuol dire esistere ?
Allora vediamo il trapasso dimensionale in cosa consiste. Esso può avvenire in molti modi, traumatici (incidenti) e naturali per normale usura (vecchiaia), per malattia e per suicidio ecc. ecc. In ogni caso avviene un immediato distacco dell IO energetico dall'IO fisico, la mente cosciente si scinde dall'inconscio ma prima viene ricopiata nello stesso inconscio che comunque detiene tutti i ricordi trasmutati nella identità energetica, appunto IO energetico. Il corpo fisico senza il supporto vitale dell'IO energetico inizia a decomporsi per opera dei batteri e della ossidazione, diventa materia inanimata, abbandonata. l'IO energetico si risveglia in un nuovo sistema senza la mente. Io credo che nessuna esperienza di premorte narrata NDE possa raccontare realmente ciò che davvero accade in quegli istanti, perchè ciò che si vive, al rientro viene immediatamente posizionato nella mente e dunque omologato alle mappe cognitive ed emotive preesistenti, cioè viene umanizzata la visione e il racconto: la luce, il tunnel, le figure e volti noti, persino il tempo che scorre sono tutti elementi di questa dimensione e non di quella dove andiamo a transitare, In quella nuova dimensione non ho gli occhi, le orecchie, la pelle, la mente, le corde vocali, dunque non posso sentire, vedere , toccare, parlare, niente, nel modo cui sono stato abituato. Non ho il cuore che pulsa, non sento nessun rumore dentro di me. Come si presenta un mondo dimensionale senza tutti gli apparati di senso ? INESISTENTE, buio, silenzioso privo i ogni cosa, di ogni riferimento. Si prova angoscia a pensare questo, ma solo perchè pensiamo ancora con la mente, perchè mentre io scrivo e tu leggi siamo qui nella materia ancorati. Invece pensiamo diversamente come se fossimo li, in quella bellissima dimensione, liberi dal peso materiale, dai sensi limitati, dalla gravità, dal vincolo del tempo e dello spazio. La percezione di tutto questo avviene all'interno di questa nuova dimensione e tutto accade per vibrazione e per frequenze. saremo immersi in un sistema energetico deprivati dell'IO materiale che ci rendeva unici, e siamo adesso accomunati ad un IO energetico che invece ci rende condivisi nell'UNO. Identità nell'UNO, questo è il vero primo concetto di una certa complessità, la prima sfida da trapassati, il primo impatto con la nuova dimensione.
"La percezione di tutto questo avviene all'interno di questa nuova dimensione e tutto accade per vibrazione e per frequenze. saremo immersi in un sistema energetico deprivati dell'IO materiale che ci rendeva unici, e siamo adesso accomunati ad un IO energetico che invece ci rende condivisi nell'UNO. Identità nell'UNO, questo è il vero primo concetto di una certa complessità, la prima sfida da trapassati, il primo impatto con la nuova dimensione." Eravamo arrivati qui, ed andiamo avanti. Ora, io credo che dopo il passaggio dimensionale, nel nuovo Universo, all'inizio sarà un poco difficile capire tutto e subito. Non saremo più nella materia, perderemo l'IO materiale, dovremmo fare a meno della identità che abbiamo costruito (nome, cognome, affetti, amori, certezze, zona confort, ecc ecc) per immergerci in un sistema dimensionale del tutto nuovo e con regole profondamente diverse. Anche se abbiamo probabilmente già sperimentato più volte questo salto dimensionale nel corso della eternità temporale e la nostra coscienza energetica individuale sarà perfettamente integra e tutto ci sembrerà chiarissimo, credo che l'improvviso cambiamento comporterà un certo adattamento. La fusione con la matrice energetica unica ci trasmetterà senza soluzioni di continuità l'intera conoscenza dell'Universo e le ragioni della vita stessa e ci sarà risposta a tutte le domande che ci siamo sempre posti nell'IO Materiale. I sensi limitati spariranno e saremo colpiti da una moltitudine di stimoli che nemmeno potevamo pensare o immaginare e infine ci ritroveremo a dialogare senza parlare con tutti come se fossimo uno in puro contatto telepatico. Questo fenomeno che annulla il concetto di tempo e di spazio è stato studiato e scoperto e funziona in parte anche in questa dimensione ed è uno dei cardini della fisica quantistica e si chiama entanglements quantistico. L'entanglements è quel fenomeno quantistico o correlazione quantistica, privo di analogo classico, per cui in determinate condizioni lo stato quantico di un sistema fisico non può essere descritto singolarmente, ma solo come sovrapposizione di più sistemi. Da ciò consegue che la misura di un'osservabile di un sistema determina simultaneamente il valore anche per gli altri. Poiché risulta possibile dal punto di vista sperimentale che sistemi come quelli descritti si trovino spazialmente separati, l'entanglement implica in modo controintuitivo la presenza di correlazioni a distanza (teoricamente senza alcun limite) tra le loro quantità fisiche, determinando il carattere non locale della materia e della energia. Fantastico, questa scoperta scientifica dimostra come siamo tutti nell'IO Unico energetico e come le distanze, la separazione e la individualità nascano solo nella materia e nella mente sostenuta dall'EGO. In altre parole l'entanglement non è altro che l'inconscio collettivo junghiano, la matrix divina, la matrice energetica dove tutti siamo UNO e dove non esistono più il tempo e lo spazio. In tale contesto, difficile da immaginare nella materia, perdono di significato le istanze cognitive temporali e spaziali: dove siamo, che facciamo, siamo vicini o lontani, ci vuole tempo, tutte domande dell'IO Materiale che non trovano alcun riscontro nell'IO Energetico. Adesso le domande si sono moltiplicate e riguardano: il bene e il male, le comunicazioni tra dimensioni, i medium e channeler, la reincarnazione, la vita e la morte, ecc ecc. ma a tutto, in questa dimensione, c'è una risposta che resta coerente con l'intero sistema: il sistema della scienza e quello della spiritualità si stanno adesso sostenendo a vicenda, dandosi forza e credibilità reciproca nel miracolo della consapevolezza. 

Salti quantici dimensionali

Slået op af Vittorio Paola i Tirsdag den 7. januar 2020

Jung e i Sogni

  

In particolare è il dialogo sul sogno che ci “apre” a riflessioni, spunti, conoscenze su noi stessi e sul mondo. Questo è l’elemento fondamentale del sogno: il dialogo attraverso le immagini oniriche.

Ad inizio novecento entra di prepotenza nella storia dell’uomo la psicoanalisi e con essa altre diverse teorie sul sogno.

Ognuna di queste teorie ci serve per capire una piccola parte della psiche attraverso il sogno. Non esistono teorie giuste o sbagliate perché ognuna di esse ci fornisce un tassello in più per capire il mondo onirico dei sogni.

Tra le varie teorie sul sogno, spicca la teoria di Jung fondatore della Psicologia Analitica.

 

Scopriamola insieme attraverso questi 4 punti fondamentali:

  1. Innanzitutto secondo Carl Gustav Jung il sogno è un prodotto autonomo e significativo dell’attività psichica. (C.G. Jung, L’Analisi dei sogni e altri scritti, Biblioteca Bollati Boringhieri, p. 21). Ciò vuol dire che, come nelle migliori tradizioni greche, non siamo noi che sognamo, ma sono le immagini del sogno che ci vengono a trovare durante la notte. Siamo soliti dire ho fatto un sogno, ma più correttamente dovremmo dire ho visto un sogno (come ci suggerise la cultura greca, James Hillman e Robert Moss).
  2. Nel sogno sono presenti elementi della psiche individuale, ed elementi della psiche collettiva. Ovvero sono presenti elementi personali, ed elementi culturali.
  3. Secondo Jung l’inconscio non si traveste come pensava Sigmund Freud.
    Nel sogno non ci sono parti nascoste o ambigue. Bensì l’inconscio si manifesta con autenticità attraverso simboli e archetipi.
  4. Il sogno è una sorta di teatro. Ovvero ogni personaggio del sogno (cosa o persona) è una parte del palcoscenico psichico dell’individuo. Se sogni tua madre, tuo padre o tuo marito, non stiamo parlando di loro, ma stiamo parlando di te sognatore. Tutti questi personaggi sono parti della tua psiche.

 

Secondo Jung lavorare con i sogni è un lavoro complesso, non nel senso di difficile, ma ricco di sfumature, artistico e scientifico al tempo stesso.

Infine ti chiederai: perché devo lavorare con i miei sogni?

Posso rispondere dicendoti che lavorare con i tuoi sogni, parlarne e raccontarli è importante per tenere cura di Psiche, della tua persona e della tua individualità.

I sogni sono una guida nei momenti difficili e oscuri della vita, quando ti trovi nelle nebbie del caos psichico e non sai “che pesci prendere“.

Parlando con i sogni ti metterai in contatto con te stesso e scoprirai parti di te, risorse ed elementi della personalità che non pensavi di possedere.

 

Protocollo SDAMA (Stimulated Dream And Medianics Aspect)

Da un po di tempo sto conducendo una ricerca  sulla relazione che intercorre tra la Medianità, i Sogni e la elaborazione di una grave perdita. La ricerca consiste nello stabilire se esiste una seria e dimostrabile relazione tra i sogni e la possibilità che questi possano essere di aiuto a elaborare diversamente il dolore di un lutto grave. Il metodo si chiama SDAMA (Stimulated Dream And Medianics Aspect) e consiste in una serie di stimolazioni dell'inconscio per provocare dei sogni mirati e sogni lucidi, quelli dove si è consapevoli di stare dentro un sogno. Il contatto Medianico operato da Medium è determinante nella fase iniziale e via via lungo tutto il percorso per giungere a creare una condizione essenziale, un punto fisso ben ancorato nella consapevolezza, e cioè che il proprio caro si trova realmente nell'Oltre, che è vivo nel senso più ampio del termine e che dunque questo sistema pluridimensionale, anche se non ben definito a causa della sua complessità, esiste ed è popolato da Entità che hanno semplicemente cambiato casa. Questo metodo, dopo un breve periodo di addestramento, è autosomministrabile nel senso che lo si può gestire da soli dunque serve a maturare una nuova consapevolezza di presenza e dialogo con l'amata Entità nell'Oltre. Presenterò questo lavoro per la prima volta al meraviglioso convegno di Novembre organizzato da Barbara Amadori sperando che possa essere di aiuto a molte Mamme e Papà che vivono nel lutto. Comunico con piacere che lo SDAMA, da me proposto e strutturato, è stato accettato dal comitato scientifico del Convegno Mondiale di ipnosi e psicoquantica che si terrà nel mese di giugno 2020 a Vienna e sul quale vi terrò informati non appena sarà disponibile la data precisa dell'evento. Dunque la stimolazione dei sogni quale strategia vincente per la trasformazione della traccia dolorosa che l'evento drammatico ha provocato nella realtà: l'inconscio che ripara se stesso.

 

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