Sogni

  Sogni

Il sognoè un immancabile accompagnatore delle nostre notti. Alcuni ricordano i propri sogni ogni mattina e con facilità; altri, invece, solo raramente trattengono le immagini di un qualche sogno oltre il risveglio, magari solo quando esso è a forte contenuto emotivo. C’è anche chi afferma di non ricordare mai i sogni al risveglio. Tutti, tuttavia, sogniamo ogni notte più volte. Gli studi degli psicologi e dei neuropsichiatri hanno dimostrato che non è possibile non sognare e che, anzi, la fase del sonno con sogni (chiamata R.E.M., ossia Rapid Eye Mouvement, a causa del fenomeno dei movimenti oculari che si verificano concomitantemente) si ripete ogni notte più volte, con un ciclo di circa quindici-venti minuti ogni novanta.
Ma che cos’è il sogno? Sono state fatte numerose affermazioni in merito: per alcuni ricercatori esso è il guardiano del sonno, poiché difenderebbe il sonno dagli stimoli sensoriali; per altri, invece, è una specie di esercizio cerebrale a vuoto, utile alla fisiologia neurale. Ma l’aspetto più sconcertante è nella sua significatività: il sogno non risulta indifferente al sognatore, ed emozioni e impressioni dense di significato si affollano frequentemente in esso. I neurologi non si occupano molto di questo aspetto, che risulta il meno comprensibile alla scienza.
Dobbiamo ammettere pertanto che il sogno ha un valore ed un significato psicologico, che si interseca e si correla con quello fisiologico. Da questo punto di vista, esiste una letteratura scientifica alquanto ricca – almeno, per chi accetta di considerare scientifica la psicoanalisi.
Sulla interpretazione dei sogni Siegmund Freud ha edificato il metodo di indagine psicoanalitico. Esattamente cento anni fa, nel 1899, egli dava alle stampe il libro omonimo, che costituisce il vero e proprio manifesto del metodo psicoanalitico. Dobbiamo salutare in esso la svolta nell’approccio allo studio e al trattamento dei disturbi nervosi e la nascita della psicologia clinica. L’interpretazione freudiana del sogno si basa essenzialmente sul metodo delle libere associazioni, e poggia sulla concezione del sogno come manifestazione del desiderio, che però viene mascherata dall’azione della censura onirica. Inoltre, per Freud il desiderio è essenzialmente di natura sessuale, per cui il sogno esprime sempre un desiderio sessuale, attuale o pregresso.
La tecnica interpretativa freudiana risulta così riduttiva, poiché esclude ogni altro significato e finisce col riportare tutti i contenuti onirici a manifestazioni sessuali. Questo è il limite proprio della psicologia freudiana, incentrata sulla teoria sessuale della libido. Un indirizzo risolutivo per una interpretazione dei sogni più aperta, e quindi più efficace per raggiungere la psicologia del paziente, lo ha dato C.G. Jung, con la sua concezione di psicologia del profondo non riduttiva alla sola sfera sessuale. Il metodo, tecnicamente, è in parte simile a quello freudiano, poiché anch’esso utilizza le libere associazioni. Se ne differenzia, invece, in quanto l’interpretazione si basa anzitutto sull’analisi del contesto, che comporta l’esame della struttura drammatica del sogno, la “storia” che viene raccontata; e inoltre poiché nella ricerca del significato delle immagini e dei simboli alle libere associazioni viene affiancata l’amplificazione, che consiste nella individuazione di similitudini e analogie tratte dalla vita spirituale dell’umanità intera, ossia dai miti e dalle leggende dei vari popoli, dalle fiabe, dalla letteratura.
La ricerca del significato dei sogni, in questo modo, viene riportata alla dimensione globale dell’esistenza del sognatore, ai significati che egli vive interiormente e le esperienze che ha attraversato. La totalità della psiche viene così riconosciuta nell’articolazione dei valori e dei significati, e nella varietà dei sentimenti e delle emozioni attraversate.