tecnica DIR e Reverse dream

PREMESSA e INCONSCIO FREUDIANO
Il dialogo con l’inconscio nasce da una necessità che deriva da una consapevolezza. Il riconoscimento di un ruolo attivo dell’Inconscio
nella vita di tutti i giorni ha origini lontane. Si comincia con Freud che intuisce la necessità della esistenza di una componente dell’apparato
psichico che ha una grande influenza sullo svolgimento della
quotidianità, anche sulle scelte cosiddette automatiche o quelle
forme di gradimento o repulsione che mostriamo senza un vero
perché. La scelta di un colore per un vestito o per le pareti di casa, la
simpatia o antipatia nei rapporti personali e persino le regole di
costruzione del network sociale sono emergenti da questo abisso
non consapevole dell’Inconscio. Freud ha anche legato l’origine di
molte psicopatie al conflitto nevrotico tra conscio e inconscio.
Immediatamente dopo le sue ricerche Freud capisce che è necessario
assegnare alle strutture dell’apparato psichico umano appena
percepite, una collocazione spaziale, una organizzazione: ogni organo
del corpo Umano ha una sua collocazione e può essere visionato,
palpato e se ne può trovare in anatomia una rappresentazione
tridimensionale e in sezione ma per le strutture psichiche
menzionate ciò non può essere fatto. Qui nasce la famosa
rappresentazione Freudiana dell’Iceberg, dove la parte emersa,
piccola e vulnerabile rappresenta la mente cosciente, la sede dell’IO
mentre la parte sommersa, molto più grande e densa simboleggia
l’Inconscio. Dalla rappresentazione simbolica si evince facilmente
confrontando le dimensioni delle parti emerse e sommerse che
l’inconscio ha molto più potere del conscio. A questa
rappresentazione segue la Topica Freudiana dove il conscio diventa

l’IO e l’inconscio l’ES e si profila una nuova struttura intermedia di
garanzia denominata SuperIO. Il SuperIO contiene le definizioni di
cosa è giusto e di cosa è sbagliato in relazione ad un preciso
orientamento generato in massima parte della matrice Genitoriale;
altresì contiene il “campo etico” visto come un insieme di regole, più
o meno negoziabili, che determinano l’azione e i comportamenti
individuali e sociali. Per semplicità possiamo affermare che l’IO è
sempre compresso tra l’Inconscio e il SuperIO e dunque la
personalità che ne deriva è sempre una risultante tra tante
interazioni.
VISIONE JUNGHIANA
Jung rispetto a Freud introduce alcune considerazioni più profonde,
diciamo meno topiche ma più intrise di contenuti emotivi ed
introduce una variante dell’inconscio che ad un livello molto
profondo, accomuna tutti gli esseri viventi: l’inconscio collettivo.
Dunque c'è un inconscio collettivo che si esprime negli archetipi,
oltre a un inconscio individuale che si esprime emotivamente ed
istintivamente. La vita dell'individuo è vista come un percorso,
chiamato processo di individuazione, di realizzazione del sé
personale a confronto con l'inconscio individuale e collettivo. Nel
processo di individuazione e realizzazione del Sé l’inconscio può
assumere il ruolo di regista inconsapevole oppure essere compreso,
decodificato e utilizzato per rendere migliore la vita. La famosa frase
attribuita a Jung, riassume bene quest’ultimo concetto: “Rendi
cosciente l’inconscio, altrimenti lui guiderà la tua vita e tu lo
chiamerai destino”.

COME SI MANIFESTA L’INCONSCIO
La componente inconscia contiene diversi programmi operativi nella
parte profonda della sua struttura: si tratta di automatismi introitati
con il tempo e di messaggi genitoriali e parentali registrati come veri
e propri modelli comportamentali ai quali adeguarsi nei modelli reali
comportamentali senza, spesso, esserne nemmeno consapevoli.
Possiamo definirli come un pilota automatico delle emozioni, dei
sentimenti e del successo o meno della struttura pensiero - volontà –
azione. Credo si cominci a comprendere come sia importante avere
un buon rapporto con l’inconscio ma soprattutto un buon dialogo.
Quante volte ci siamo rimproverati perché facciamo sempre gli stessi
errori, oppure perché non riusciamo a seguire una dieta o anche
perché dopo ampie decisioni prese facciamo tutto il contrario di
quello che volevamo fare con l’istaurarsi di profondi sensi di colpa e
calo di autostima. Perché scelgo sempre il partner sbagliato e perché
le mie relazioni sociali sono sempre uguali e con il medesimo esito,
insomma perché siete all’interno di una coazione a ripetere. Vi siete
mai chiesti perché soffrite di ansia, di angoscia o di disturbo da
attacco di panico DAP ? il motivo è sempre lo stesso e risiede nella
rappresentazione dell’iceberg di Freud: la parte emersa desidera
qualcosa e la parte sommersa, infinitamente più possente, si dichiara
per la stessa cosa, opponente e si capisce come non esista nessuna
partita e come l’esito sia scontato.  l'Ansia, l'angoscia, il panico, non
sono malattie bensì espressioni naturali dell'essere umano nel
momento in cui si trova in una forma di disagio con se stesso e se ha
difficoltà nel merito a gestire la propria vita. Il disagio derivante dal
panico e dall'ansia è dunque un sistema di comunicazione emotiva
che richiede attenzione ed esplorazione profonda e accoglimento
amorevole e dialogo con l’inconscio. Se a queste importanti
comunicazioni emotive dell’inconscio non vengono affiancati i giusti

e necessari atteggiamenti risolutivi, il livello dello scontro salirà,
passando anche alla insorgenza di malattie vere e proprio con ampi
riflessi somatici: tutto avrà remissione solo quando il messaggio
inconscio sarà compreso e adeguatamente trattato.
DIALOGO CON L’INCONSCIO
Il dialogo con l’inconscio presuppone una conoscenza, una
esplorazione preventiva, una consapevolezza delle strutture da
illuminare. L’esplorazione dell’inconscio è paragonabile alla
esplorazione di un cosmo piuttosto che di un sistema solare o di una
galassia, che, pur di dimensioni enormi, risultano sempre limitati e
quasi insignificanti, rispetto all’Universo a cui appartengono.
L’esplorazione dello spazio psichico perciò richiede una continua
valutazione della caratteristiche della parte o regione in cui ci si
suppone trovare. Inizio con una considerazione che sta emergendo
sempre di più in ambito terapeutico, una considerazione che
coraggiosamente sta venendo fuori anche perché c’è già pronta la
corrispondente evoluzione / soluzione: nelle terapie l’approccio
verbale mostra dei limiti. Molti aspetti traumatici risiedono nella
parte inconscia perché sono stati rimossi, o censurati, dunque
devono essere raggiunti e rinegoziati con un contatto diretto con
l’Inconscio. Non c’è progresso nella soluzione dei disagi psicologici e
dell’infelicità senza un dialogo diretto con il tuo inconscio emotivo:
questo dialogo costituisce la caratteristica esclusiva di negoziazione
delle emozioni conflittuali. Sempre più si vanno sviluppando tecniche
simboliche e visive per la risoluzione dei traumi anche se stratificati.
Una delle tecniche più adoperate nello scenario recente, ma antica
come concezione, addirittura di evidenza junghiana, è quella della
immaginazione dinamica. Questa tecnica consiste nel creare un
sogno al contrario RD (reverse dream) utilizzando la potenziale
immaginazione che ciascun essere Umano possiede fin dall’infanzia:

ci si concentra su di una azione desiderata, su un evento mai
accaduto ma atteso e si costruisce un vero e proprio film mentale
con tutte le scene che rappresentano la trama desiderata. Durante la
fase di scorrimento dei fotogrammi, trovandoci nel mondo sensoriale
isolato dalla realtà visiva, possiamo creare e visualizzare ogni cosa
che desideriamo, anche non appartenente alla nostra realtà. In
questo modo possiamo seguire emotivamente lo svolgimento dei
fatti come avremmo voluto che andassero, anche se nella realtà
queste cose non sono mai accadute. L’inconscio ha modelli gestionali
e cognitivi molto diversi da quelli mentali: ad esempio non considera
la evoluzione cronologica degli eventi e non sa distinguere tra un RD
soltanto immaginato e un evento realmente accaduto, pertanto
questa condizione può essere utilizzata a nostro favore nell’ambito di
questa tecnica. Ad esempio, nella gestione della rabbia repressa e
stratificata, laddove abbiamo maturato e conservato in un preciso
spazio psichico, il desiderio di espressione della personalità
zoologica, necessità confinata per l’azione del campo etico residente
nel SuperIO che ha, giustamente, scoraggiato azioni cruente a carico
del soggetto che ha originato l’istinto rabbioso, nello spazio RD
possiamo costruire lo scorrere di immagini che rappresentano
proprio la reazione cruente attesa come risposta alla offesa primaria
e registrare in questo modo la sensazione di sollievo che si produce e
si avverte chiaramente. I processi di esplorazione dell’inconscio che
hanno origine dalla coscienza, richiedono la conoscenza di un
approccio metodologico che traduca i contenuti dello spazio
simbolico dell’ RD in contenuti gestibili dalla mente conscia; in altre
parole bisogna tradurre i contenuti emotivi e archetipici in realtà
consapevoli con ampie risonanze nel mondo reale i cui archetipi
rappresentano l porte attraverso le quali comunicare.

A tal fine è sempre molto utile conoscere per esperienza personale,
attraverso l’analisi personale e la pratica indipendente, con
l’attivazione di registri sensoriale, emotivo, sensuale, sessuale,
fantastico, onirico, razionale e riflessivo, per stabilire le interrelazioni
simboliche che attraverso gli archetipi si confrontano con la realtà.

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