Esistono gli Angeli ?

Con questo articolo intendo umilmente introdurre alcuni concetti di base relativi alla umanizzazione che le menti producono, in relazione a “necessità” psichiche di proiezione e concretizzazione. L’argomento riguarda il bene e il male che da sempre sono iconografati attraverso figure idealizzate chiamate angeli e demoni, che per definizione, lottano tra di loro ciascuno per il proprio tornaconto. La umanizzazione di queste figure diventa fin troppo evidente quando trasferiamo su di esse una gerarchizzazione che si riflette su piani operativi ed evolutivi. Gli angeli diventano arcangeli, serafini, cherubini ecc ecc e i demoni diventano diavoli, larve, spiriti bassi, satana e lucifero, dove il capo satana in qualche modo li contiene tutti quanti. La creazione di gerarchie è una tendenza nettamente umana e non può in alcun modo riflettersi nel mondo spirituale dove il principio è unario e converge, anzi, nella assoluta eguaglianza e nell’amore incondizionato che annulla ogni disparità. Dal punto di vista psicologico, la gerarchizzazione angelica serve esclusivamente a creare classi di merito tra medium e canalizzatori i quali affermando di dialogare, o di ricevere, con angeli e simili, piuttosto che con entità “normali” potenziano il loro EGO a dismisura e cercano di farsi strada in un ambiente di nicchia dove pochi possono accedere. Prima di diventare impopolare, voglio precisare che credo molto nelle entità energetiche multidimensionali (è più facile chiamarli angeli ?) e credo anche che l’energia che esse rappresentano nella matrice quantica, sia davvero al di sopra delle nostre capacità intuitive e cognitive e dunque la risorsa della umanizzazione, oltre ad essere una necessità psichica, una sorta di nevrosi dalla genesi inconsapevole, è anche uno strumento dell’EGO nella fase competitiva della personalità. Credo anche che ci siano delle persone che più di altre hanno capacità di elevazione in frequenza e dunque di canalizzazione dimensionale; la sola cosa in cui non credo, e da cui mi tengo lontano, è proprio quella della distinzione e gerarchizzazione delle Entità e dell’Energia, concetti veramente insostenibili per scienza e coerenza spirituale. Dunque gli angeli non esistono. O almeno non sono assolutamente ciò che si pensa che siano. Tutto ciò che è relativo agli angeli è partito da una rappresentazione dei livelli di consapevolezza (umani e solo umani) per mezzo di una simbologia angelica che è nata molto, molto tempo fa e oggi viene “usata” a volte anche senza ritegno, per elevarsi rispetto alla massa. Nel panorama spirituale, dunque, da ritenersi uno spazio sacro, ci sono molti soggetti che hanno fatto fortune anche economiche con la simbolizzazione angelica. Persone che hanno creato “linguaggi”, regole e comportamenti sicuramente non coerenti con quello che divulgano. Agli angeli viene dato un nome e una missione, un compito come se fossero Umani. Agli angeli viene assegnato anche un ruolo da incarnati e una presenza consapevole tra di noi, nel qui e ora, proprio a sottolineare la assoluta “necessità” di un contatto anche materiale con questa fumosa realtà dai contenuti egoici. Infine vorrei invitare a leggere il libro di Enoch; Il libro di Enoch è un testo aprocrifo o pseudoapocrifo della Bibbia in quanto fu riconosciuto come non canonico dalla Chiesa cattolica e come tale non inserito nella bibbia che conosciamo. Il libro di Enoch viene citato da molti autori classici e paleocristiani, perlomeno fino all’undicesimo secolo. Poi scompare, fino a che venne citato da Pico della Mirandola che nei suoi studi di diritto canonico ne aveva consultato una versione greca a Bologna. In questo libro, ad esempio la parola angelo viene usata per indicare una volontà collettiva per mezzo della quale il Piano Divino si realizza liberamente e spontaneamente attraverso tutti coloro che sono continuamente collegati in coscienza con la Presenza Divina, diventandone un veicolo. È solo la nostra tendenza ad antropomorfizzare (a dare forma umana) le cose che ci porta a vedere degli esseri o delle entità lì dove ci sono solo “cose” o situazioni; se non avessimo la tendenza a dare forma umana, allora ci sarebbe molto più semplice comprendere che un angelo non è una entità che sta lì e che vede e modifica i destini umani. Senza questa “tendenza” (che è il risultato di modificazioni a cui sono stati sottoposti gli esseri e quelli delle religioni lo sanno e sanno come pilotare ciò a loro vantaggio), non sarebbe molto semplice convincerci che un angelo è una entità e sarebbe facile per noi comprendere e sperimentare facilmente che non esiste alcun angelo umanizzato, ma che gli angeli sono, a volte, semplici uomini con un grande cuore connessi con l’Universo Divino. Infine, e concludo, la definizione di angelo coincide con un archetipo separativo, una sorta di visione psichica della realtà: infatti se voglio descrivere le qualità di un soggetto, ad esempio, elencando una serie di attività con una costellazione di aggettivi positivi, posso usare una sola parola come di solito facciamo, “è un angelo”. Tale concetto racchiude e sintetizza, per mezzo dell’archetipo, ogni qualità positiva che può essere messa in atto oppure esternata a fin di bene.

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