Cesenatico 2018 Parole di Luce

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E così la 10ª edizione del convegno nazionale di Medianita “Parole di Luce” è giunta al termine. Una preparazione lunga un anno per tre giorni che sono stati veramente straordinari. Non tanto per quanto io abbia lavorato per questa organizzazione, ma per la disponibilità, umanità, sensibilità, armonia di tutti i relatori presenti.
È difficile trovare parole che non siano banali in questi casi. Quando organizzo il convegno, lo faccio pensando di proporre ciò che a me piace, ciò che mi sta a cuore. Questo vale soprattutto per le persone che invito a relazionare.... Un cammino lungo un anno che ha veramente portato una grande serenità in tutto il pubblico presente, e parliamo di 200 e oltre persone. Ognuno con la sua storia, con il suo travaglio, con il suo dolore, con la propria speranza, con il proprio cuore. Le relazioni sì sono snodate con grande delicatezza e tanto devo veramente a tutti voi relatori che avete saputo cogliere i sentimenti del momento e snodare il sentiero Spirituale con grande umiltà e sintonia.
Con Amore. La musica poi di Antonio Onorato ha suggellato questi intimi istanti, e le letture profonde di Enzo De Caro hanno scavato nell’Anima... Facendo emergere le emozioni più profonde.
Per non parlare della serata dedicata a Chopin!
Vi ringrazio profondamente per la fiducia accordata alla sottoscritta e per aver reso questo convegno unico e speciale. Ringrazio con tutto il cuore il pubblico presente, che ci ha accolto e ha condiviso questi tre giorni con partecipazione emotiva non indifferente.
Ma soprattutto ringrazio il Mondo dello Spirito che si è fatto presente costantemente... in ogni istante...
In ogni circostanza, in ogni angolo buio, profondo del nostro essere, del nostro dolore. Ha illuminato il nostro abisso!
Ci ha condotto per mano sulla strada della speranza. Penso e ripenso a questi giorni e mi sento profondamente ricca per tutto quanto mi è stato insegnato.
Perché non si finisce mai di imparare quando si percorre la via verso l’Infinito.....

Barbara Amadori

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Coscienza Globale – Matrix divina

«Anche con molti uomini colti non si può parlare di Inconscio senza venir tacciati di misticismo. L’angoscia è giustificata perché la nostra visione razionale del mondo, con le sue certezze scientifiche e morali ardentemente credute (perché dubbiose), è scossa dai dati dell’altra parte». Carl Gustav Jung

Cittadini del mondo, tutti noi disincantati e delusi dal mondo della politica, concentriamoci tutti, e mandiamo tutti insieme un bel vaffanculo a questi criminali! Ecco, se questo mio appello fosse accolto da tutta la popolazione mondiale, si presenterebbe un fenomeno naturale che oggi la scienza, con timore e sospetto, chiamerebbe un “picco emotivo della coscienza collettiva dell’umanità!”. La sorprendente notizia della settimana, non è che la scienza ha scoperto l’esistenza della Coscienza Globale, ma che ad affermarne l’esistenza è la prestigiosa Università di Princeton, con tutta la sua fama e la sua storia di “academically correct”, il luogo di banchetto di tutta la comunità scientifica mainstream potremmo dire. In effetti, non pochi “manuali di scienza” in cravattino avevano dichiarato che si stava “perdendo tempo”, ciò nonostante, non un piccolo esperimento di laboratorio fatto da uno stagista, ma ben 14 anni (!) di monitoraggio su dati forniti da elaboratori informatici disseminati su tutto il mondo, hanno monitorato l’impatto di particolari eventi collettivi che hanno emozionato, coinvolto e/o sconvolto l’umanità intera. Ebbene, dal 1998 al 2013 si è constatato in maniera incontrovertibile che gli esseri umani sono globalmente interconnessi tra loro, e che il loro “sentire” collettivo riesce a deviare perfino le risposte dei computer. Il bello di tutto questo è che ancora una volta di questi tempi, possiamo dire che una nuova straordinaria scoperta scientifica era già stata precedentemente dimostrata dalle scuole misterosofiche e dalle dottrine spirituali addirittura da millenni! E in ogni caso, Carl Gustav Jung diceva: «Come oltre l’individuo esiste una società, così oltre la nostra psiche personale esiste una psiche collettiva, l’inconscio collettivo, che cela parimenti in sé grandi attrattive». Come si poteva dar ragione a Ermete Trismegisto, Abulafia, Platone, Buddha, i pellerossa, gli aborigini o ai Veda in un laboratorio di scienze? Non sia mai! Per diritto di cronaca, c’è da dire che questa ricerca va confermata, avallata, ragionata, analizzata, ecc… ma una cosa è certa, forse oggi, siamo maggiormente predisposti se non altro a usare un linguaggio… come dire, cibernetico! Certo è che, Internet, i social media e le breaking news 24 ore al giorno ci offrono una prospettiva in tempo reale sull’umore nazionale. Un algoritmo sviluppato da Google, il Google­Profile of Mood States (G­POMS), raccoglie contenuti da Twitter per valutare sentimenti collettivi quali felicità, gentilezza, calma, vitalità, confidenza e altri ancora. Questo è indubbiamente un linguaggio che la nostra generazione è ormai abituata ad abbracciare. Così, gli investitori parlano di “umori del mercato”, mentre gli storici usano il termine Zeitgeist (spirito del tempo). Mettetela come vi pare, ma il termine Coscienza Collettiva si riferisce all’atmosfera sociale che nasce da pensieri e comportamenti degli individui appartenenti ad una comunità. Con l’accumularsi di stress e tensioni nella coscienza collettiva, l’incoerenza crea caos in individui e gruppi sociali.  Secondo Maharishi Mahesh Yogi: «Tutti gli episodi di  violenza, negatività, conflitti, crisi o problemi in ogni società sono semplicemente l’espressione di un accumulo di stress nella coscienza collettiva. Quando il livello di stress diventa troppo alto, emerge come crimine, violenza, guerra e disordine sociale». Come avrete notato, Maharishi Mahesh Yogi non è il rettore dell’Università di Fisica.   Eccoci, allora, alla notizia della settimana: l’avvento dei dati forniti dal cosiddetto “Global Consciousness Project“. 14 anni fa, i creatori del GCP piazzarono in tutto il mondo generatori di numeri casuali, che ribattezzarono “eggs”, cioè “uova”. Ad oggi ci sono 134 uova sparse fra Europa, Stati Uniti, Canada, India, Isole Fiji, Nuova Zelanda, Giappone, Cina, Russia, Brasile, Africa, Thailandia, Sud America ed Australia. La funzione di queste uova è quella di generare costantemente i numeri “0″ e “1″ a caso. Oltre a ciò, i dispositivi sono anche in grado di formulare anticipatamente previsioni sui numeri casuali che stanno per generare. Secondo i principi della “Expected Randomness” (ovvero, della “Casualità Prevista”) essi, in pratica, tirano ad indovinare («Uscirà “0″ oppure “1″?»), estraggono un numero (che può essere “0″ o “1″) e contano le volte che ci azzeccano. Immaginate che ogni uovo funzioni come il lancio della monetina: se azzecchiamo il pronostico abbiamo indovinato, altrimenti abbiamo sbagliato. Le uova compiono questa triplice operazione di “pronostico → estrazione → verifica” 100 volte al secondo. Dopo un numero sufficiente alto di tentativi, in genere i risultati si normalizzano intorno alla probabilità del 50/50, cosa assolutamente naturale e contemplata dalla statistica: testa e croce hanno infatti la stessa probabilità di uscire, proprio come “0″ e “1″. Tuttavia, questo NON è ciò che è accaduto quando le uova erano monitorate contemporaneamente al verificarsi di un qualche evento significativo per la coscienza dell’umanità. Infatti, in concomitanza con tali eventi globali, i dispositivi iniziavano ad azzeccare un numero enorme di risultati, deviando molto dal range di attendibilità statistica. Per esempio, i ricercatori iniziarono a notare enormi picchi di risultati azzeccati qualche ora prima (prima, non solo durante…) il crollo delle Torri Gemelle l’11 settembre 2001. Questi picchi continuarono a verificarsi in prossimità di disastri aerei, eruzioni vulcaniche, tsunami ed eventi come la cerimonia di apertura delle Olimpiadi. Così, i risultati che il dr. Roger Nelson, a capo del GCP , ha appena divulgato, sono così tanto al di fuori del calcolo delle probabilità da risultare realmente sconvolgenti: infatti, in tutti i 426 eventi analizzati nell’intero progetto le corrispondenze registrate sono state maggiori del 50%, cioè tutti gli eventi si sono statisticamente qualificati come  “significativi”, e l’altra metà di casi si è qualificata come “estremamente significativa. A questo punto, ci vorrebbe una “laurea honorem causa” per Ermete Trismegisto. Di fatto, una corretta interpretazione del fenomeno richiederà tempo, collaborazioni e confronti professionali trasversali per essere accettata per quello che è.. Così, per ora gli scienziati non intendono sbilanciarsi: i dati sono inoppugnabili ma l’interpretazione accademica è ancora tutta da costruire. Rimane il fatto che la Princeton University ha dimostrato scientificamente che la Coscienza Globale esiste davvero, non è soltanto fuffa New Age e che la Noosfera –cioè la mente umana collettiva di cui parlava Pierre Teilhard de Chardin – influenza in qualche modo anche gli elaboratori informatici. Siamo nel trionfo della spiegazione di fenomeni come il déja­vu, o di episodi da “sesto senso” o da presentimento (di cui tra l’altro è stato ben dimostrato “qualcosa”). Forse un giorno con questi strumenti potremmo perfino prevedere un attacco terroristico! E a pensare che questo sia plausibile è proprio Roger Nelson e il GCP che nell’ultimo supplemento del “Rhine Institute of Parapsychology” (il “Journal of Parapsychology” del dicembre 2012 – pag. 36, n.d.t.) dichiarano: «Ho deciso di chiedere se ci potrebbe essere qualche segnale dell’esistenza di una noosfera, una versione globale della coscienza di gruppo che avevamo già visto con gli strumenti messi a punto per lo studio delle interazioni mente­macchina. Insieme ad alcuni colleghi e volontari, ho creato il GCP per cercare tali prove. Il GCP compie 14 anni nel 2012 ed ha portato a termine più di 400 esperimenti indipendenti che avvalorano l’ipotesi generale».  La spiegazione più plausibile è che noi umani influenziamo in parte la Noosfera in corrispondenza di grandi emergenze e celebrazioni. La cosa più importante per la parapsicologia dei prossimi 25 anni, è che ora ci sono dati che potranno essere usati direttamente come modelli, da qui possiamo partire con una nuova ricerca sulla coscienza. Sempre C. G. Jung diceva: «La nostra psiche è costituita in armonia con la struttura dell’universo, e ciò che accade nel macrocosmo accade egualmente negli infinitesimi e più soggettivi recessi dell’anima». Non solo, per il piacere di chiacchierare un po’, possiamo ricordare che ataviche scuole misterosofiche hanno da sempre parlato di una certa Griglia Energetica che circonda la Terra, essa sarebbe come una rete con una forma geometrica particolare che funge da matrice della realtà e dell’esperienza raggiungibile dall’umanità. Non va però confusa con gli archivi dell’Akascia, in cui, secondo queste “Scienze Sacre”, vi è registrato tutto quanto è avvenuto sulla Terra sin dalla notte dei tempi, non solo come eventi ma anche tutte le esperienze vissute da ogni abitante della Terra, e da tutti i pensieri che abbiamo generato, sia singolarmente che collettivamente. La Griglia Energetica piuttosto, è la matrice che rende possibile l’evoluzione dell’umanità sino ad un certo livello. Nella Griglia vi sono impresse tutte le esperienze che possiamo e dobbiamo vivere secondo il nostri livello di coscienza, oltre ad essere uno strumento indispensabile al fine di farci fare un salto evolutivo. Per questo motivo oggi, molti studiosi dei “fatti” affermano che è proprio questa venatura energetica della Coscienza Globale ad essere spesso attaccata dalle èlite di potere, che sanno… e che vogliono quindi contaminare con emozioni negative il nostro stadio evolutivo . stiamo parlando del desiderato salto quantico di cui parlavano anche i Maya.

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