Ghiandola Pineale – Epifisi

La ghiandola pineale — o epìfisi — è una ghiandola endocrina del cervello dei vertebrati. Essa sporge all'estremità posteriore del terzo ventricolo e appartiene all'epitalamo. È collegata mediante alcuni fasci nervosi pari e simmetrici (peduncoli epifisari) alle circostanti parti nervose. ↵Le sue cellule, dette pinealociti, producono la melatonina che regola il ritmo circadiano sonno-veglia[1], reagendo alla poca luce ed influisce sulle attività delle ovaie. Attua talvolta a secernere etanolo nel corpo umano La ghiandola è nota fin dall'era antica e si caratterizza per la sua calcificazione in età matura. Le sue dimensioni sono di circa un centimetro di lunghezza per mezzo di larghezza, e il suo peso si aggira intorno al mezzo grammo. L'influenza di tale ghiandola sul ritmo circadiano ha trovato conferma nell'osservazione della reazione dell'organismo dopo un volo transcontinentale: l'organismo stesso necessita di un certo tempo per adeguarsi al nuovo ritmo luce-buio nel corso delle 24 ore (fenomeno definito jet lag o discronia circadiana) e la durata del periodo di adattamento è sensibilmente ridotta a seguito di assunzione orale di melatonina. La melatonina è una sostanza prodotta dai pinealociti a partire dal neurotrasmettitore serotonina (5-idrossi-triptamina) per N-acetilazione e ossi-metilazione, in virtù del fatto che tali cellule contengono l'enzima idrossi-indolo-ossi metil transferasi (HIOMT), enzima marker dell'epifisi. La ghiandola pineale si trova a stretto contatto con il liquido cefalorachidiano. Per spiegare la presenza degli ormoni pineali nel plasma e nelle urine è stata ipotizzata una secrezione pineale anche a livello vascolare. La sede principale di azione della melatonina è nel cervello, ma può agire direttamente anche sulla ghiandola ipofisaria e su altri organi periferici. Anche i livelli liquorali, ematici e urinari della melatonina variano in relazione alla luminosità ambientale con picchi nelle ore in cui quest'ultima è scarsa. La prima descrizione e le prime speculazioni sulla ghiandola pineale si trovano nei voluminosi scritti di Galeno, che trattò la ghiandola pineale nel suo De usu partium. In esso Galeno spiega che la ghiandola deve il suo nome alla sua somiglianza, per forma e dimensioni, a un pinolo. La chiamò ghiandola a causa del suo aspetto ed equiparò la sua funzione a quella delle altre ghiandole del corpo, che nella sua concezione servivano principalmente come sostegno ai vasi sanguigni. Galeno si oppose fermamente a una concezione all'epoca diffusa secondo la quale la ghiandola pineale regola il flusso di spirito, sostanza vaporosa di cui si riteneva fossero pieni i ventricoli cerebrali. Galeno rifiutò questa idea innanzitutto perché la ghiandola pineale è attaccata all'esterno del cervello e non può muoversi autonomamente e, quindi, non avrebbe potuto orientare il flusso di spirito nei ventricoli dell'encefalo. Egli, infatti, sostenne che il verme cerebellare (la parte mediana del cervelletto) fosse più qualificato a svolgere tale funzione. Più tardi le teorie di Galeno furono riprese per espanderle o talora modificarle. Nemesio di Emesa, per esempio, le ampliò aggiungendovi l'idea della localizzazione ventricolare, secondo la quale a ogni parte del cervello corrisponde una diversa facoltà: al ventricolo anteriore l'immaginazione, al ventricolo mediano la ragione e a quello posteriore la memoria. Tale teoria rimase in voga fino alla metà del XVI secolo. Ghiandola pineale come sede dell’anima Fu in particolare Cartesio, filosofo francese del XVII secolo, a dare un rilievo maggiore e possiamo dire "metafisico" alla ghiandola pineale. Descrisse infatti in alcuni sui trattati la ghiandola pineale come la sede principale dell’animo umano. Cartesio sostanzialmente pose l'attenzione sul fatto che questa piccola zona del cervello è l’unica a non avere un duplicato. Tutte le diverse componenti di questo organo hanno infatti una parte sinistra e una destra, tranne appunto la ghiandola pineale. Sarebbe questa caratteristica a renderla unica e speciale, da ciò Cartesio ipotizzò che proprio questo luogo fosse quello deputato alla centralizzazione di tutte le informazioni e, essendo l’unica parte solida del cervello, in questa ghiandola fosse anche la sede del pensiero. Ghiandola pineale e terzo occhio La ghiandola pineale corrisponde a quello che in certe tradizioni religiose o mistiche viene chiamato terzo occhio o sesto chakra la cui posizione è in mezzo alle sopracciglia. La conoscenza della ghiandola pineale e delle sue potenzialità metafisiche si hanno fin dai tempi remoti, già gli egizi ad esempio raffiguravano questa piccola parte del nostro corpo come un occhio (la sua forma assomiglia proprio a quella di un occhio se vista di lato). Il terzo occhio secondo la tradizione è fondamentale in quanto si tratterebbe di una zona quasi sempre inutilizzata del cervello che sarebbe invece fondamentale imparare ad attivare ed usare al meglio. Esso avrebbe infatti la capacità di vedere cose che non “appaiono” agli altri due occhi, ovvero percepire frequenze del mondo spirituale ed essere in grado di migliorare la propria intuizione su se stessi e gli altri, soprattutto di notte attraverso i sogni quando la ghiandola pineale è più attiva. La ghiandola pineale produce infatti anche la dimetiltriptamina (DMT), una sostanza psichedelica capace di produrre effetti molto particolari sulla nostra percezione delle cose dilatando lo spazio e il tempo. Tutto questo è possibile soprattutto durante la fase REM del sonno. Ghiandola pineale e Santo Graal Sicuramente una delle credenze più affascinanti legate alla ghiandola pineale è quella che la associa al Santo Graal. Il calice utilizzato da Gesù nell’ultima cena assomiglierebbe infatti proprio alla forma di questa ghiandola che, se vista di fronte, può sembrare un cono rovesciato. Come il Santo Graal sarebbe stato utilizzato per raccogliere il sangue di Gesù crocifisso (essere che nella tradizione cristiana è come sappiamo considerato immortale e illuminato) così la ghiandola pineale raccoglierebbe la melatonina, un vero e proprio liquido dell’immortalità (non a caso tra le caratteristiche di questa sostanza vi è il suo potere antiossidante e dunque anti invecchiamento). Atrofizzazione della ghiandola pineale Se non si seguono buone abitudini e non si allena il terzo occhio, attraverso la meditazione, lo yoga o altre pratiche, si arriva gradualmente con l’età all’atrofizzazione della ghiandola pineale una condizione che in anzianità porta fisiologicamente a ridurre le ore di sonno o soffrire di insonnia mentre a livello spirituale si perdono quelle capacità che possiamo definire “extrasensoriali” di maggiore comprensione di se stessi, degli altri, del mondo che ci circonda e di tutto ciò che non possiamo vedere con gli occhi fisici. Sembra poi che il fluoruro sia una sostanza che si accumula frequentemente nella ghiandola pineale piuttosto che altrove nel corpo generando a lungo termine una possibile calcificazione dovuta alla formazione di cristalli di fosfato. Piano piano dunque si inizia a produrre sempre meno melatonina. Per questo c’è chi consiglia di eliminare questa sostanza dalla propria quotidianità il più possibile, evitando ad esempio dentifrici che lo contengono e scegliendo acqua a basso residuo fisso. inoltre la calcificazione della ghiandola pineale sia un mezzo con il quale si possano “addormentare le coscienze” e dunque manipolare le masse. Ghiandola pineale e dispositivi elettronici Come abbiamo detto, di notte la ghiandola pineale produce la melatonina, un ormone fondamentale nel regolare il ritmo sonno-veglia. Per favorire al meglio la sua produzione occorre il buio, anche una luce soffusa infatti va a rallentare la produzione di melatonina. E’ per questo che utilizzare la sera telefonini, tablet oppure guardare le televisione è altamente sconsigliato. Tutti questi dispositivi andrebbero spenti almeno 2 ore prima di andare a dormire. Problemi moderni con la ghiandola pineale. La calcificazione è il problema più grande per la ghiandola pineale. Il fluoruro si accumula nella ghiandola pineale più di qualsiasi altro organo e porta alla formazione di cristalli di fosfato. Più la ghiandola pineale s'indurisce a causa della produzione di cristalli, meno melatonina viene prodotta disturbando il ciclo veglia/sonno. La ricerca riporta anche che l'indurimento da parte del fluoruro, accelera lo sviluppo sessuale nei bambini, soprattutto nelle ragazze. Uno studio di 30 anni fa svolto in America, riferiva che il 40% dei ragazzi sotto i 17 anni avevano calcificazioni pineali. Da allora si è vista l'insorgenza di pubertà precoce specie nelle ragazze. Eliminare il fluoro può essere il primo passo per ridurre i problemi di salute. Utilizzare un dentifricio senza fluoro, evitare l'acqua del rubinetto e mangiare cibi ricchi di calcio piuttosto che prendere integratori di calcio per ottenere la vitamina D. Senza abbastanza vitamina D infatti il calcio non diventa biodisponibile e calcifica nei tessuti umani tra i quali la ghiandola pineale. Il frutto dell'albero di tamarindo è estremamente efficace nel rimuovere il fluoruro dal corpo. Uno studio ha trovato che i bambini ai quali è stato dato il tamarindo, hanno espulso una maggiore quantità di fluoro attraverso le urine rispetto al gruppo di controllo.

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Chakra

Chakra e' una parola Sanscrita il cui significato e' ruota o disco e indica uno dei sette centri di base di energia nel corpo umano. Ciascuno di questi centri e' connesso, a livello di energie sottili, ai gangli principali dei nervi che si ramificano dalla colonna vertebrale (ma non si identifica con essi). In più i chakra sono correlati ai livelli della coscienza, agli elementi archetipici, alle fasi inerenti lo sviluppo della vita, ai colori, suoni, alle funzioni del corpo e a molto, molto altro.
La dottrina orientale che ne ha diffuso la conoscenza nel mondo occidentale considera i Chakra come aperture, porte di accesso all’essenza del corpo umano. I CHAKRA PRINCIPALI SONO SETTE (ma ce ne sono molti altri secondari, circa un centinaio, che "idealmente" corrispondono coi punti meridiani dell'agopuntura). Nella filosofia occidentale attuale i chakra alcune volte vengono identificati con il nome di Centri di Forza o Sensi Spirituali. In sostanza i chakra sono considerati centri simbolici del corpo umano. All’interno di questo sistema simbolico si manifesterebbe un’energia definita in vari modi. Possiamo venire a conoscenza di tale energia attraverso i vari sistemi yoga o nelle diverse tradizioni induiste, buddhiste.
In ogni caso in molte tradizioni i chakra vengono associate ad una sorta di valvole energetiche. Se avviene uno squilibrio a livello di un chakra allora si determinerebbe uno squilibrio di energia nei determinati organi ad esso associato. Nelle moderne terapie naturali alternative poggiano sul concetto dei chakra come la Cristalloterapia ed il Reiki, insieme alla Riflessologia e l’Aromaterapia anche se con metodi diversi.
In effetti possiamo constatare che i 7 chakra corrispondono proprio alle sette ghiandole di secrezione interna al sistema endocrino e hanno la funzione di stimolare la produzione di ormoni all’interno della ghiandola.
I chakra vengono associati al fiore del Loto. Questo accade poiché anche se esso nasce in acque stagnanti, dà origine ad un fiore candido e di grande bellezza. Grazie a questa sua caratteristica è considerato un emblema di purezza; nonostante nasca nel fango non ha nulla di esso. Ogni “loto”, si caratterizza per avere un numero specifico di petali, un particolare “Yantra” o forma geometrica, un mantra è associato ad un elemento, ad un senso e ad un colore. Non solo gli esseri umani ma anche la gran parte degli animali ed alcune piante avrebbero sette chakra principali.

Sahasrara Chakra o Centro CoronaleSettimo chakra Il Centro Coronale è il chakra più importante di tutti. Possiede 1000 petali ed è conosciuto con il nome di Sahasrara. È collocato nell’area limbica del cervello. Tutto ciò esprime la concretizzazione dell’Unione con il Potere Divino. È la libertà assoluta, la gioia dello Spirito e la serenità. Nel suo punto cardine, il loto più piccolo a dodici petali in cui è inscritto il triangolo chiamato Kamakala, che simbolicamente raffigura la Forza Cosmica. Il chakra della corona trova posto nella ghiandola pineale, ed è costituita da un unico polo. Il suo colore è viola ed è orientato in senso verticale. È il chakra che gestisce il contatto con la Conoscenza Divina.

Ajna Chakra o Centro Frontale, sesto Chakra Questo pc4unto è meglio conosciuto come il “Terzo Occhio” quindi gerarchicamente il più importante. Questo centro sottile dai 2 petali è l’Agnya chakra che si situa al centro della fronte. Nel corpo fisico è rappresentato dall’incrocio dei 2 nervi ottici nel nostro cervello. Questo centro sovrintende al funzionamento di 2 ghiandole: quella pituitaria e quella pineale. Entrambe si manifestano all’interno del nostro corpo come il nostro ego e superego. Inoltre governando il funzionamento dei nostri occhi, un loro eccessivo uso può rovinare questo chakra, così come i pensieri negativi. Il suo colore è l’indaco, è bipolare ed è orientato orizzontalmente e presiede la visione interiore o delle facoltà extrasensoriali.

Vishudda Chakra o Centro della Golaquinto Chakra

Questo centro dai 16 petali prende il nome di Vishuddi. Esso è posto al livello della nuca, nel plesso cervicale. Questo centro sottile è responsabile del funzionamento del collo, della nuca, del naso, della bocca, della lingua, dei denti, delle orecchie, della pelle, del viso e delle braccia. Questi elementi corporei ci permettono di comunicare con gli altri ed è situato nella tiroide. Le qualità che rileviamo in questo chakra sono il rispetto di sé, l’amore verso l’umanità e rapporti non possessivi verso la nostra famiglia e gli amici. Questo chakra è stato creato per esprimere la gioia dello Spirito. Il simbolo geometrico che lo rappresenta è il triangolo equilatero dove è inscritto un cerchio, emblema dell'elemento Etere; è di colore blu, è bipolare ed è orientato orizzontalmente.

Anahata Chakra o del Centro del Pettoquarto Chakra. Questo centro dai 12 petali si chiama Anahata ed è posizionato nella regione cardiaca, nell’asse del midollo spinale. Qui fino all’età di 12 anni, vengono prodotti gli anticorpi che ci proteggono dagli attacchi esterni al nostro corpo e ala nostra psiche, dalle malattie e altri agenti nocivi. Tutti i chakra dipendono da lui poiché il cuore è considerato il punto centrale della creazione. Inoltre è la sede dello Spirito e la fonte della forza onnipotente. Se il chakra del cuore è forte avremo una personalità sana e dinamica, colma di amore e compassione. Questo Chakra ha come simbolo geometrico il doppio triangolo incrociato.

Manipura Chakra o del Plesso SolareTerzo Chakra

Questo centro chiamato Nabhi (ombelico) è composto da 10 petali e si trova nella regione corrispondente al plesso solare. È il fulcro del benessere individuale e collettivo. In virtù della forza creativa del suo Swadisthan, l’uomo genera dei mezzi in grado di controllare le risorse naturali a proprio favore diventando ricco e prospero. In relazione a questo tale centro è responsabile del benessere e dell’evoluzione del genere umano. Il denaro è considerato importante per soddisfare i desideri e bisogni primari, purché non diventi una priorità. Da un punto di vista fisico, questo centro si occupa degli organi corrispondenti alla zona plesso solare come l’intestino, lo stomaco, il fegato e la vescicola biliare. Il suo simbolo geometrico è il triangolo equilatero, corrispondente all'elemento Fuoco. Il suo colore è il giallo, è bipolare ed è orientato orizzontalmente. Questo chacra rappresenta la forza di volontà, l'efficienza e il carisma.

Svadhisthana Chakra o Centro Sacrale, Secondo Chakra Questo centro sottile costituito da 6 petali ed è il solo chakra ad essere mobile. Situato sotto il ventre al livello del plesso aortico in corrispondenza della base del canale destro e governa le nostre azioni fisiche e mentali. Questo chakra da all’individuo il potere della creatività e gli fornisce il senso dell’estetica. Questo chakra gli consente di arrivare alla pura conoscenza, la conoscenza del Sé. Il suo simbolo è la falce di luna racchiusa in un cerchio, che rappresenta l’Acqua; i petali del loto sono sei; è di colore arancio, bipolare e orientato in senso orizzontale.

Il Muladhara o Chakra della Radice Primo Chakra

Questo centro composto da  4 petali è situato sotto l’osso Sacro. Questo chakra è l’unico che non fa parte della colonna vertebrale e corrisponde fisicamente al plesso pelvico. Si occupa degli organi genitali e in generale delle attività sessuali. La castità è essenziale per accrescere questo chakra ma la sessualità non dovrebbe essere repressa essendo un desiderio naturale. La vera saggezza si trova nel vincolo matrimoniale dove si manifesta l’impegno collettivo all’interno della società offrendo un sistema di sicurezza per un corretto sviluppo dei bambini. Il suo simbolo geometrico è il triangolo con un vertice in basso racchiuso in un quadrato, emblemi il primo dell'organo sessuale femminile e il secondo dell'elemento. È di colore rosso ed ha soltanto una metà o polo.

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Primo Chakra importanza

PRIMO CHAKRA – MULADHARA – CHAKRA SACRALE – Colore Rosso1 Primo Chakra BASE, zona perineo, GONADI ovaie o testicoli, rosso (polo di uscita verso il basso postivo) Influisce sulla prostata, ovaie, sistema riproduttivo, collegato al secondo chakra delle surrenali e reni. Controlla il sistema scheletrico, le parti dure come le OSSA e i DENTI, il sistema di eliminazione, reni-vescica, l’ultimo tratto dell’intestino, la pelle nella funzione della traspirazione, il sudore, il sistema linfatico, è collegato al plesso solare, governa gli arti inferiori, le gambe, le ginocchia, le caviglie, i piedi. Attiene allavolontà di vivere, alla fiducia, all’istinto di conservazione, alla riproduzione, alla sopravvivenza alla sicurezza, al legame con la terra, al denaro, alla casa, al lavoro. Quando non è in equilibrio si prova paura, insicurezza, stanchezza, scarsa voglia di vivere, scarso coraggio, difficoltà a prendere decisioni. L’elemento associato è la TERRA. Gli organi fisici influenzati sono l’ano, il retto, l’ultimo tratto dell’intestino, gli arti inferiori, i reni, la colonna vertebrale, il sacro, il coccige, corrisponde al sangue e all’apparato circolatorio. Energia la VITALITA’,quando è in armonia ci si sente ben radicati e si vive pienamente il qui ed ora, si soddisfano i bisogni primari quando non è in armonia, si ha senso di stanchezza, astenia, scarsa energia sessuale, problemi alle surrenali. Emotivamente, scarsa voglia di vivere, scarso coraggio, volontà debole, incapacità a prendere decisioni per paura di non farcela, problemi relativi al denaro, avarizia o eccessiva prodigalità. Influisce su gambe, piedi, ossa, intestino crasso, colonna vertebrale, sistema nervoso Regola il senso dell’ODORATO, dell’olfatto, il NASO. Attiene agli istinti primordiali cui fanno parte anche la collera, l’avidità, l’egoismo estremo, la paura, piacere e dolore puramente fisico, collegato alle SENSAZIONI CORPOREE. E’ in correlazione con la MADRE (oltre che la madre Terra) la madre come modello di nutrimento e sicurezza, e soddisfacimento dei bisogni primari come casa, lavoro, denaro, cibo. Corrisponde all’Elemento Terra e in MTC, meridiano milza, pancreas-stomacoSegno Zodiacale : Ariete – Scorpione – CancroPianeti : Marte – Plutone – LunaPOSIZIONE PRIMO CHAKRA: perineo, tra organi genitali e ano.EFFETTO PSICOLOGICO: superamento della difficoltà di reazione agli stimoli, rilassamento.EFFETTO FISICO: distensione della spina dorsale; effetto tranquillizzante a livello nervoso, sessualità.ORGANI DEL CORPO: ano, scheletro.GHIANDOLA ENDOCRINA: surrenali, timo. SENSO: olfatto.ELEMENTO: TerraCOLORE: ROSSO.Il primo chakra rappresenta tutto ciò che si ricollega all’energia del seme gettato nella terra e le relative sensazioni prodotte dal fatto di appartenervi. Il chakra rosso è quello della nostra sicurezza di esistere, della capacità di “sentirsi a casa”, dell’originaria connessione con la madre e il liquido amniotico. Quando ci svegliamo stanchi e senza forza, siamo angosciati per la vita pratica (lavoro, finanze) o nutriamo paure immotivate, ciò dipende da un’ostruzione nel passaggio dell’energia stessa.IL SENSO E’ L’OLFATTO Il primo senso che usiamo da piccoli, collegato all’adrenalina, “l’odore della paura” che, in seguito all’innalzamento della pressione sanguigna (sangue-Marte), emaniamo dai pori quando siamo impauriti. Lo stato di coscienza attivato da Marte, il pianeta rosso, il pianeta dell’azione energica, ci fa agire in risonanza con la volontà, la certezza di essere accettati in maniera istintiva e passionale che a volte sconfina nel potere dello Scorpione e che, insieme all’altro segno, Cancro, inserito in questo chakra, ci fa rinascere dopo la morte per ritrovarci dopo avere lasciato il caldo, ovattato liquido amniotico, Luna, dove nulla può accaderci.L’ELEMENTO E’ LA TERRA Il collegamento tra il segno zodiacale dell’Ariete e il primo chakra ci riporta all’idea dello slancio, dell’impulso all’azione e al fuoco primordiale, che però deve trovare,nell’elemento terra la sicurezza dell’esserci, qui ed ora. Cosa succede se il chakra rosso non è in armonia, se la nostra sicurezza viene minacciata da un transito di Marte o Plutone sui nostri pianeti personali? Ci sentiamo confusi, svuotati, smarriti e arrabbiati, non percepiamo più i confini di noi stessi. Ecco che la forza creatrice del pianeta rosso diventa aggressività, la Luna come emotività mortificata ratificherà la violenza, la collera e la paura di perdere tutto quello che significa certezza, ci priverà dello spirito di conservazione e di vitalità, facendoci cadere in un vortice di autodistruzione e morte apparente. Con Marte, il senso di sfiducia blocca ogni energia circolante nel primo chakra e possono insorgere dolori reumatici, e in psicosomatica il linguaggio del corpo vuole dirci “non posso muovermi”, perché “non so più dove andare”; varici, disturbi pressori per indicare varie situazioni di conflitto interno: “mi ritiro in me stesso, così come il mio sangue si ritira rapidamente”, oppure “il mio sangue non segue un ritmo di flusso normale, a volte fino allo svenimento ed io mi rifugio nel mio inconscio”. Con Plutone saranno interessati: apparato urogenitale, calcoli renali, emorroidi, disturbi mestruali, cisti ovariche, impotenza. Liberare il chakra della radice dal blocco energetico significa rimettersi “al centro del mondo”, “uscire dalla letargia”.

Fiori Associati:

Crab Apple, Senso di impurità, rifiuto di se, ci si dispera per la minima imperfezione.

Elm, Troppe responsabilità non si sente all’altezza della situazione, si dispera per la sensazione di non riuscire a reggere il peso degli impegni presi.

Larch, Manca di fiducia in séComplesso di inferiorità.

Pine, Senso di colpa e desiderio di espiare, non sa perdonare.

Oak, Eccessivo attaccamento al dovere, disperazione da eccesso di senso di responsabilità.

Star Of Bethlehem, Traumi, angoscia disperazione da trauma affettivo o fisico.

Sweet Chestnut. Disperazione, angoscia estrema disperata.

Willow, Rancore amareggiato contro il destino, risentimento e amarezza verso la vita.

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Chakra

Chakra

Chakra e’ una parola  Sanscrita il cui significato e’ ruota o disco e indica uno dei sette centri di base di energia nel corpo umano. Ciascuno di questi centri e’ connesso, a livello di energie sottili, ai gangli principali dei nervi che si ramificano dalla colonna vertebrale (ma non si identifica con essi). In più i chakra sono correlati ai livelli della coscienza, agli elementi archetipici, alle fasi inerenti lo sviluppo della vita, ai colori, suoni, alle funzioni del corpo e a molto, molto altro.

La dottrina orientale che ne ha diffuso la conoscenza nel mondo occidentale considera i Chakra come aperture, porte di accesso all’essenza del corpo umano. I CHAKRA PRINCIPALI SONO SETTE (ma ce ne sono molti altri secondari, circa un centinaio, che “idealmente” corrispondono coi punti meridiani dell’agopuntura). Nella filosofia occidentale attuale i chakra alcune volte vengono identificati con il nome di Centri di Forza o Sensi Spirituali. In sostanza i chakra sono considerati centri simbolici del corpo umano. All’interno di questo sistema simbolico si manifesterebbe un’energia definita in vari modi. Possiamo venire a conoscenza di tale energia attraverso i vari sistemi yoga o nelle diverse tradizioni induiste, buddhiste.

In ogni caso in molte tradizioni i chakra vengono associate ad una sorta di valvole energetiche. Se avviene uno squilibrio a livello di un chakra allora si determinerebbe uno squilibrio di energia nei determinati organi ad esso associato. Nelle moderne terapie naturali alternative poggiano sul concetto dei chakra come la Cristalloterapia ed il Reiki, insieme alla Riflessologia e l’Aromaterapia anche se con metodi diversi.

In effetti possiamo constatare che i 7 chakra corrispondono proprio alle sette ghiandole di secrezione interna al sistema endocrino e hanno la funzione di stimolare la produzione di ormoni all’interno della ghiandola.

I chakra vengono associati al fiore del Loto. Questo accade poiché anche se esso nasce in acque stagnanti, dà origine ad un fiore candido e di grande bellezza. Grazie a questa sua caratteristica è considerato un emblema di purezza; nonostante nasca nel fango non ha nulla di esso. Ogni “loto”, si caratterizza per avere un numero specifico di petali, un particolare “Yantra” o forma geometrica, un mantra è associato ad un elemento, ad un senso e ad un colore. Non solo gli esseri umani ma anche la gran parte degli animali ed alcune piante avrebbero sette chakra principali.

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