tecnica DIR e Reverse dream

PREMESSA e INCONSCIO FREUDIANO
Il dialogo con l’inconscio nasce da una necessità che deriva da una consapevolezza. Il riconoscimento di un ruolo attivo dell’Inconscio
nella vita di tutti i giorni ha origini lontane. Si comincia con Freud che intuisce la necessità della esistenza di una componente dell’apparato
psichico che ha una grande influenza sullo svolgimento della
quotidianità, anche sulle scelte cosiddette automatiche o quelle
forme di gradimento o repulsione che mostriamo senza un vero
perché. La scelta di un colore per un vestito o per le pareti di casa, la
simpatia o antipatia nei rapporti personali e persino le regole di
costruzione del network sociale sono emergenti da questo abisso
non consapevole dell’Inconscio. Freud ha anche legato l’origine di
molte psicopatie al conflitto nevrotico tra conscio e inconscio.
Immediatamente dopo le sue ricerche Freud capisce che è necessario
assegnare alle strutture dell’apparato psichico umano appena
percepite, una collocazione spaziale, una organizzazione: ogni organo
del corpo Umano ha una sua collocazione e può essere visionato,
palpato e se ne può trovare in anatomia una rappresentazione
tridimensionale e in sezione ma per le strutture psichiche
menzionate ciò non può essere fatto. Qui nasce la famosa
rappresentazione Freudiana dell’Iceberg, dove la parte emersa,
piccola e vulnerabile rappresenta la mente cosciente, la sede dell’IO
mentre la parte sommersa, molto più grande e densa simboleggia
l’Inconscio. Dalla rappresentazione simbolica si evince facilmente
confrontando le dimensioni delle parti emerse e sommerse che
l’inconscio ha molto più potere del conscio. A questa
rappresentazione segue la Topica Freudiana dove il conscio diventa

l’IO e l’inconscio l’ES e si profila una nuova struttura intermedia di
garanzia denominata SuperIO. Il SuperIO contiene le definizioni di
cosa è giusto e di cosa è sbagliato in relazione ad un preciso
orientamento generato in massima parte della matrice Genitoriale;
altresì contiene il “campo etico” visto come un insieme di regole, più
o meno negoziabili, che determinano l’azione e i comportamenti
individuali e sociali. Per semplicità possiamo affermare che l’IO è
sempre compresso tra l’Inconscio e il SuperIO e dunque la
personalità che ne deriva è sempre una risultante tra tante
interazioni.
VISIONE JUNGHIANA
Jung rispetto a Freud introduce alcune considerazioni più profonde,
diciamo meno topiche ma più intrise di contenuti emotivi ed
introduce una variante dell’inconscio che ad un livello molto
profondo, accomuna tutti gli esseri viventi: l’inconscio collettivo.
Dunque c'è un inconscio collettivo che si esprime negli archetipi,
oltre a un inconscio individuale che si esprime emotivamente ed
istintivamente. La vita dell'individuo è vista come un percorso,
chiamato processo di individuazione, di realizzazione del sé
personale a confronto con l'inconscio individuale e collettivo. Nel
processo di individuazione e realizzazione del Sé l’inconscio può
assumere il ruolo di regista inconsapevole oppure essere compreso,
decodificato e utilizzato per rendere migliore la vita. La famosa frase
attribuita a Jung, riassume bene quest’ultimo concetto: “Rendi
cosciente l’inconscio, altrimenti lui guiderà la tua vita e tu lo
chiamerai destino”.

COME SI MANIFESTA L’INCONSCIO
La componente inconscia contiene diversi programmi operativi nella
parte profonda della sua struttura: si tratta di automatismi introitati
con il tempo e di messaggi genitoriali e parentali registrati come veri
e propri modelli comportamentali ai quali adeguarsi nei modelli reali
comportamentali senza, spesso, esserne nemmeno consapevoli.
Possiamo definirli come un pilota automatico delle emozioni, dei
sentimenti e del successo o meno della struttura pensiero - volontà –
azione. Credo si cominci a comprendere come sia importante avere
un buon rapporto con l’inconscio ma soprattutto un buon dialogo.
Quante volte ci siamo rimproverati perché facciamo sempre gli stessi
errori, oppure perché non riusciamo a seguire una dieta o anche
perché dopo ampie decisioni prese facciamo tutto il contrario di
quello che volevamo fare con l’istaurarsi di profondi sensi di colpa e
calo di autostima. Perché scelgo sempre il partner sbagliato e perché
le mie relazioni sociali sono sempre uguali e con il medesimo esito,
insomma perché siete all’interno di una coazione a ripetere. Vi siete
mai chiesti perché soffrite di ansia, di angoscia o di disturbo da
attacco di panico DAP ? il motivo è sempre lo stesso e risiede nella
rappresentazione dell’iceberg di Freud: la parte emersa desidera
qualcosa e la parte sommersa, infinitamente più possente, si dichiara
per la stessa cosa, opponente e si capisce come non esista nessuna
partita e come l’esito sia scontato.  l'Ansia, l'angoscia, il panico, non
sono malattie bensì espressioni naturali dell'essere umano nel
momento in cui si trova in una forma di disagio con se stesso e se ha
difficoltà nel merito a gestire la propria vita. Il disagio derivante dal
panico e dall'ansia è dunque un sistema di comunicazione emotiva
che richiede attenzione ed esplorazione profonda e accoglimento
amorevole e dialogo con l’inconscio. Se a queste importanti
comunicazioni emotive dell’inconscio non vengono affiancati i giusti

e necessari atteggiamenti risolutivi, il livello dello scontro salirà,
passando anche alla insorgenza di malattie vere e proprio con ampi
riflessi somatici: tutto avrà remissione solo quando il messaggio
inconscio sarà compreso e adeguatamente trattato.
DIALOGO CON L’INCONSCIO
Il dialogo con l’inconscio presuppone una conoscenza, una
esplorazione preventiva, una consapevolezza delle strutture da
illuminare. L’esplorazione dell’inconscio è paragonabile alla
esplorazione di un cosmo piuttosto che di un sistema solare o di una
galassia, che, pur di dimensioni enormi, risultano sempre limitati e
quasi insignificanti, rispetto all’Universo a cui appartengono.
L’esplorazione dello spazio psichico perciò richiede una continua
valutazione della caratteristiche della parte o regione in cui ci si
suppone trovare. Inizio con una considerazione che sta emergendo
sempre di più in ambito terapeutico, una considerazione che
coraggiosamente sta venendo fuori anche perché c’è già pronta la
corrispondente evoluzione / soluzione: nelle terapie l’approccio
verbale mostra dei limiti. Molti aspetti traumatici risiedono nella
parte inconscia perché sono stati rimossi, o censurati, dunque
devono essere raggiunti e rinegoziati con un contatto diretto con
l’Inconscio. Non c’è progresso nella soluzione dei disagi psicologici e
dell’infelicità senza un dialogo diretto con il tuo inconscio emotivo:
questo dialogo costituisce la caratteristica esclusiva di negoziazione
delle emozioni conflittuali. Sempre più si vanno sviluppando tecniche
simboliche e visive per la risoluzione dei traumi anche se stratificati.
Una delle tecniche più adoperate nello scenario recente, ma antica
come concezione, addirittura di evidenza junghiana, è quella della
immaginazione dinamica. Questa tecnica consiste nel creare un
sogno al contrario RD (reverse dream) utilizzando la potenziale
immaginazione che ciascun essere Umano possiede fin dall’infanzia:

ci si concentra su di una azione desiderata, su un evento mai
accaduto ma atteso e si costruisce un vero e proprio film mentale
con tutte le scene che rappresentano la trama desiderata. Durante la
fase di scorrimento dei fotogrammi, trovandoci nel mondo sensoriale
isolato dalla realtà visiva, possiamo creare e visualizzare ogni cosa
che desideriamo, anche non appartenente alla nostra realtà. In
questo modo possiamo seguire emotivamente lo svolgimento dei
fatti come avremmo voluto che andassero, anche se nella realtà
queste cose non sono mai accadute. L’inconscio ha modelli gestionali
e cognitivi molto diversi da quelli mentali: ad esempio non considera
la evoluzione cronologica degli eventi e non sa distinguere tra un RD
soltanto immaginato e un evento realmente accaduto, pertanto
questa condizione può essere utilizzata a nostro favore nell’ambito di
questa tecnica. Ad esempio, nella gestione della rabbia repressa e
stratificata, laddove abbiamo maturato e conservato in un preciso
spazio psichico, il desiderio di espressione della personalità
zoologica, necessità confinata per l’azione del campo etico residente
nel SuperIO che ha, giustamente, scoraggiato azioni cruente a carico
del soggetto che ha originato l’istinto rabbioso, nello spazio RD
possiamo costruire lo scorrere di immagini che rappresentano
proprio la reazione cruente attesa come risposta alla offesa primaria
e registrare in questo modo la sensazione di sollievo che si produce e
si avverte chiaramente. I processi di esplorazione dell’inconscio che
hanno origine dalla coscienza, richiedono la conoscenza di un
approccio metodologico che traduca i contenuti dello spazio
simbolico dell’ RD in contenuti gestibili dalla mente conscia; in altre
parole bisogna tradurre i contenuti emotivi e archetipici in realtà
consapevoli con ampie risonanze nel mondo reale i cui archetipi
rappresentano l porte attraverso le quali comunicare.

A tal fine è sempre molto utile conoscere per esperienza personale,
attraverso l’analisi personale e la pratica indipendente, con
l’attivazione di registri sensoriale, emotivo, sensuale, sessuale,
fantastico, onirico, razionale e riflessivo, per stabilire le interrelazioni
simboliche che attraverso gli archetipi si confrontano con la realtà.

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Cimatica

 Da principio era la Parola....e la Parola era Dio...senza di essa nessuna cosa è stata fatta...

                                               Vangelo di Giovanni

Il fatto che l’orecchio umano, per lo più non senta molti suoni, la dice lunga sull’apparenza di questo mondo quadridimensionale. Siamo dei sordi in uno spazio cantante, zeppo d’ogni tipo di vibrazioni.

Certe cattedrali e templi sarebbero stati costruiti con il proposito di amplificare queste onde, agendo come cassa acustica delle vibrazioni umane, secondo delle proporzioni geometriche e matematiche collegate direttamente alle proporzioni musicali. Gli studiosi vedici dell’antica India e i filosofi della scuola di Pitagora consideravano tutte le forme fisiche come manifestazioni del suono: per loro le proporzioni relative ai suoni musicali corrispondevano alle proporzioni fisiche delle forme in natura e nell’architettura umana. Nel 1815 il matematico americano N. Bowdich incominciò a studiare i disegni creati dall’intersezione di due curve sinusoidali i cui assi sono perpendicolari gli uni agli altri, alcune volte chiamate “curve di Bowdich   “, più spesso “figure di Lissajous” dopo che quest’ultimo fece le stesse indagini indipendentemente da Bowdich. Entrambi conclusero che la condizione affinché  questi  disegni fossero  creati  era che le oscillazioni  per secondo di entrambe le curve doveva corrispondere ad un rapporto del tipo 1:1, 1:2, 1:3 e così via. e questi esperiementi che divennero via via sempre più numerosi conducevano sempre di più allo strabiliante risultato che il suono ha potere di cambiare la materia. Se cambia la frequenza o l’ampiezza anche i modelli cambiano. Aumentando la frequenza la complessità dei disegni aumenta ed il numero degli elementi diventa più grande. D’altro canto, aumentando l’ampiezza, il moto diventa più rapido e turbolento così da creare piccole eruzioni, tali che il materiale fosse lanciato in aria. Le forme ed i disegni che apparivano dipendevano dalla frequenza, dall’ampiezza e dalle caratteristiche del materiale.

Con l’aiuto di polvere di ferro, mercurio, liquidi viscosi e gas si possono visualizzare gli effetti tridimensionali delle vibrazioni. Un altro fatto davvero straordinario è che Quando venivano pronunciate le vocali delle vecchie lingue quali l’ebraico ed il sanscrito, il suono assumeva le forme dei simboli scritti di quelle vocali. ciò non succede con le lingue moderne. Com’è possibile? C’è una qualche relazione con il concetto di “Sacre lingue” con cui entrambe le lingue sono qualche volta chiamate? Quali qualità posseggono queste sacre lingue, fra cui anche il tibetano,l’egiziano ed il cinese?

La letteratura e le sacre scritture degli antichi popoli e di tutte le grandi religioni stanno a testimoniare dell’efficacia del suono nel produrre tutto ciò che è tangibile e visibile. Da millenni, ad esempio, gli indù, e non solo essi, possiedono dei diagrammi chiamati YANTRA.

Uno yantra è qualsiasi forma, in questo caso eminentementegeometrica, sopra la quale ogni corpo è costituito. In altri termini la base di ogni corpo, la base di ogni figura naturale, di ogni fiore, di ogni stella è riducibile essenzialmente ad una figura geometrica, attorno alla quale si costituiscono le figure. In India la base geometrica che sottostà alla forma viene chiamata, come abbiamo detto, yantra.

Per esempio, un triangolo è uno yantra; fiori e petali disposti in un certo modo per un dato tipo di rituale formano uno yantra; la doppia stella è uno yantra; la croce è uno yantra.

Tutte queste forme sono considerate essenze, non figure di per sé. Una forma che viene costruita è considerata come l’essenza di un qualcosa di vivo, rappresenta un essere, la natura di un essere, il suo nucleo. Lecostruzioni dei templi delle più diverse architetture sono fatte sulla base degli yantras. Anche in Europa si seguiva lo stesso concetto: la forma a croce, la forma latina, altre forme circolari sono tutte yantras che stanno identificando un’essenza.

Per l’India antica uno yantra è una cosa molto importante, fondamentale; talmente importante che, come si è scoperto già da molto tempo, èlegato al mantra. Mantra e yantra sono una stessa cosa, uno udibile, l’altro visibile.

Questo fatto, per millenni, è stato sostenuto dai veggenti, dai rishi, dagli yogi. Pochi anni fa fu confermato da un esperimento concernente uno dei principali yantras, chiamato lo sri yantra , il quale è formato da una quantità di triangoli , uno dentro l’altro che creano una sensazione di spazio infinito.

Questo yantra è legato direttamente alla famosa sillaba OM e perciò viene considerato il più elevato degli yantras. Om infatti è considerata la sillaba principale, la sillaba essenziale o il suono di tutte le cose, il suono dell’Universo, il suono che permea tutto, la base del nostro parlare. Qualche anno fa un gruppo di signori prova ad emettere l’Om con materiali vibranti, e ne viene fuori lo sri yantra perfetto nelle forme. Non emesso più l’Om , lo sri yantra scompare; quando viene nuovamente emesso, il medesimo yantra, perfetto, viene ricreato con la voce, ricreato per mezzo di quei materiali sempre in rapporto con la vibrazione.

Logicamente ci sono anche i rapporti di volume, di intensità, indi si vede come la forma viene mantenuta; e, se non viene mantenuta , quali sono le condizioni necessarie per ottenere quel risultato. Lo stesso può verificarsi con altre vibrazioni o con delle musiche, e ne vengono fuori forme veramente incredibili…. Ma ci deve essere sempre un rapporto preciso tra la frequenza, l’intensità ed i materiali.

74 HZ - Definita frequenza Fondamentale che genera calma interiore ed effetti spirituali individuali
285 HZ - Aumenta ed amplifica la cognizione quantica
396 HZ - Libera dal senso di colpa e dall' ansia
417 HZ - Induce ottimismo nei confronti di un cambiamento, e rilascia le tensioni del passato
528 HZ - Riparazione e armonizzazione DNA (processo molto importante) detta anche frequenza della vita
639 HZ - Apertura e connessione verso i rapporti umani
741 HZ - Stimola il risveglio interiore
852 HZ - Ritorno all'ordine spirituale
936 HZ - Attivazione della ghiandola pineale
963 HZ - Effetti spirituali individuali

“ogni pensiero umano, ogni emozione, ogni percezione e ogni bisogno potrebbero essere soggiogati, attraverso stimolazioni elettriche e frequenziali del cervello”.

 

Suoni Personali Cabalistici

E' certamente un errore l’abbinamento automatico tra suoni, colori e chakra, poiché si dimentica che ognuno di noi nasce con un suono fondamentale e che questo suono varia da persona a persona. Esso si configura come l’individualità sonora di ogni essere vivente. Il tono individuale costituisce la risonanza interiore della nostra matrice spirituale. Esso serve, come le impronte digitali o il timbro vocale, ad individuare l’identità energetica che muove noi tutti. Se noi accettassimo un siffatto modo di procedere uniformato, non potremmo più criticare la standardizzazione della medicina ufficiale che applica gli stessi farmaci a qualsiasi paziente, ben sapendo che un rimedio che funziona con uno può essere mortale con l’altro. Dunque è ora di smetterla di applicare sempre gli stessi abbinamenti fra Colore, nota e chakra. Ognuno di noi ha un suono di riferimento differente, dal quale iniziare le meditazioni. Perciò l’aspetto più difficoltoso è l’individuazione della frequenza personale per ogni forma di attivazione. Ma prima ancora ci sono tre stadi preparatori, senza i quali nessun fine potrà essere raggiunto. «se riarmonizzi te stesso puoi armonizzare tutto il resto e – inoltre – abbeverarti alla “Fonte Energetica Universale” e vagare nei vari universi paralleli».

Su tale argomento si innesteranno considerazioni di ordine esoterico, tendenti a creare una disposizione d’animo propizia per realizzare una emissione che risvegli i livelli di coscienza superiori. La medicina vibrazionale ha ormai sempre più dimostrato che la disarmonia dei corpi eterici si trasferisce a livello fisico. Lo squilibrio dell’organismo o Diskrasia è, pertanto, l’ultima fase di una mancanza di scambio vitale con l’infinita energia cosmica attraverso i Chakra. I “Vortici energetici” possono essere riattivati proprio mediante una buona emissione che riarmonizzi lo scompenso, la mancanza di comunicazione e la paura indotta da una società malvagia e violenta. Nel culto sciamanico, le “Vie dei Canti” strutturano una interrelazione globale, che collega molti popoli, molte tribù e molti territori. Nella civiltà aborigena, si parla in tal senso di “Vie di Canto” che risuonano sia nella terra, sia nel cielo, ed anche nelle acque. Esse sono delle vere e proprie griglie geomagnetiche (oggi chiamate di Hartman che l’officiante percepisce con la forza interiore della sua saggezza. Al riguardo, si predisponevano addirittura delle vere e proprie migrazioni che seguivano questi tracciati. Come nel caso dei Bardi-Celti, la serie di melodie può arrivare fino a 300, e ogni canto riguarda uno specifico luogo geografico e le azioni di uno spirito antenato.

Come nella mitologia nordica o boreale, la Madre Terra è la cassa di risonanza che custodisce i “Canti di Sogno”. L’abilità di auscultarli è propria dell’officiante-musicista, che è in grado di riprodurli ed insegnarli agli altri membri della comunità.

Ma nella società contemporanea i “Canti di Sogno” stanno per essere distrutti da un progetto di Controllo Globale, mediante l’emissione di onde VLF o ULF (Very low frequencies e Frequenze ultra basse). è opportuno fare una digressione sulle ultime scoperte circa le onde emesse dal nostro cervello. Esse oscillano sensibilmente dalla fase di sonno profondo o condizione comatosa (circa 0,5-3 Hz chiamate onde delta, δ), alla trance, ipnosi e sogno (3-7 Hz, definite onde teta, θ).

Dalla nostra mente si sprigionano, d’altro canto, le onde alfa (α, 7-12 Hz) quando siamo nel dormiveglia (immediatamente dopo esserci svegliati) o in una condizione meditativa leggera, mentre s’inseriscono quelle beta (β, 13-33 Hz), allorché ci troviamo nello stato d’attenzione o siamo impegnati nella risoluzione di problemi e attività cognitive.

Infine vi sono le onde gamma (γ, 34-60 Hz). Queste sono preposte a collegare tempo e spazio a livello neuronale e ad interrelare, su più livelli di senso, la realtà in quanto interpretazione complessiva (memoria e coscienza).

Attivazioni

La tecnica utilizzata per le attivazioni è un connubio fra la tradizione filosofica orientale, le metodologie sciamaniche di guarigione, la dottrina matematico-musicale di Pitagora, la medicina vibrazionale e le tecniche di emissione occidentali. Il nostro fine non consiste nel riscoprire la tradizione tibetana o quella difonica mongola, giacché la nostra non è un’operazione etnomusicologica. Infatti, le prerogative che sottendono il nostro modo di fare attivazioni fisiologiche si basa sulle conoscenze scientifiche occidentali, il cui scopo è l’emissione naturale e senza alcuno sforzo di tutta la serie di suoni multipli di una frequenza base, ossia il suono fondamentale che di solito viene tenuto fisso. Il suono contiene in sé i rapporti armonici universali che rigenerano i corpi eterici, che, a loro volta, informano di sé il corpo fisico. La disarmonia è pertanto il prodotto di uno squilibrio che riguarda i livelli sottili. La capacità informante del suono è ormai un dato di fatto provato anche dalla fisica sperimentale e, soprattutto, dalla medicina vibrazionale. È ormai assodato che la malattia fisica è la proiezione ortogonale di uno squilibrio energetico che ha investito i livelli vibrazionali superiori. La materia che costituisce il nostro organismo è una vibrazione più lenta, poiché nel nostro universo ogni cosa canta con una determinata frequenza. L’universo è pertanto una rete infinita di vortici sonori, di cui solo una minima parte viene interpretata in immagine coerente dai nostri cinque sensi e dal sistema vibratorio cerebrale. Tutto ciò che noi percepiamo è solo un simbolo tridimensionale di una molteplicità oscillante che contiene in sé qualsiasi sinfonia possibile. Identica sfera generatrice, stessa trasmissione, ma una moltitudine infinita di risonanze, armoniche, suoni sommatori e differenziali, che cagionano l’estrema variabilità dei molti mondi. Solo la musica contiene in sé i parametri adeguati per una giusta lettura e comprensione di un Cosmo, paragonabile ad un’immensa cassa armonica, dove gli oggetti visibili e le loro microstrutture sono multipli o sottomultipli del Suono-Luce “originario”. In tale prospettiva, l’arte dei suoni può essere considerata come un sistema organizzato di vibrazioni. Il tono singolo ne costituisce l’unità di misura. Quando una nota vibra, presenta delle frequenze concomitanti che le conferiscono il colore specifico. La luce bianca contiene - al suo interno - tutti gli altri colori. Detto diversamente, i vari colori, uniti insieme, costituiscono la luce bianca. Questa è quindi la Matrix di un mondo notevolmente più complesso. I sensi umani avvertono sempre la risultante di una manifestazione più ricca e diversificata. Siamo cellule di un organismo immenso che vedono solo altri elementi singoli e non l’intera struttura. Di un oceano percepiamo la superficie, ma non gli abissi (sottoarmoniche). Di una montagna osserviamo i costoni di roccia, ma non la sua costituzione atomica (sovramoniche). In definitiva, la straordinaria varietà delle armoniche compone la nota singola. Le armoniche o suoni parziali costituiscono, pertanto, l’aspetto verticale dell’evento fonico. Le subarmoniche sono la metafora dell’immergersi dalla superficie di un oceano verso i suoi abissi. Viceversa, le sovrarmoniche rappresentano il simbolo dell’ascendere dalla base della montagna fino alle sue vette più elevate:

RIFERIMENTI Pratici

CIMATICA E FISICA QUANTISTICA

C’è una similitudine tra le figure cimatiche e le particelle quantiche. In entrambi i casi, la forma solida che appare è un’ONDA.

Esse sono entrambe create e simultaneamente organizzate dal principio della pulsazione. Questo è il grande mistero del suono, non c’è solidità;una forma che appare solida è realmente creata da VIBRAZIONI SOTTOSTANTI.

Secondo la Meccanica Quantistica, la materia non è mai inerte, ma è costantemente in uno stato di moto. A livello macroscopico, gli oggetti materiali che ci circondano sembrano passivi ed inerti, ma quando ingrandiamo un frammento apparentemente  morto, di pietra o di metallo, vediamo che pullula di attività.

In un tentativo di spiegare l’unità in questo dualismo tra onde e forma, i fisici hanno sviluppato la teoria del CAMPO QUANTICO, in cui il campo quantico o, nella nostra terminologia, la vibrazione è conosciuta come unica realtà.

La particella o forma, l’onda o il moto sono solo due manifestazioni polari della stessa realtà. A livello atomico, la materia ha un aspetto duale: si manifesta come particella o come onda. L’aspetto che essa presenta dipende dalla situazione. In alcuni casi prevale l’aspetto corpuscolare, in altri quello ondulatorio; e questa natura duale è tipica anche della luce e di tutte le altre radiazioni elettromagnetiche.

Secondo il principio di indeterminazione di Heisenberg, non possiamo mai dire  che una particella atomica esiste in un dato punto, né che non esiste.

La probabilità, è un aspetto fondamentale della realtà atomica nella nuova fisica. Un altro aspetto decisivo e fondamentale della nuova fisica, di cui il dott. Jenny  ne intuiva l’importanza, è che l’osservatore umano non è necessario solo per osservare le proprietà di un oggetto, ma è necessario anche per determinare queste proprietà.

Nella fisica atomica, non possiamo parlare delle proprietà dell’oggetto in quanto tali: esse hanno un significato solo nel contesto dell’interazione dell’oggetto con l’osservatore. Come dice Heisenberg, “ ciò che osserviamo non è la natura in se stessa, ma la natura esposta ai nostri metodi di indagine”.

Lo scienziato non può dunque, assumere il ruolo di osservatore distaccato e obiettivo, ma viene coinvolto nel mondo che osserva fino al punto di influire sulle proprietà degli oggetti che osserva. L’uomo della valle dell'Indo, o dell'Antico Egitto di cui abbiamo parlato nel primo capitolo, ed i mistici di tutti i tempi, sapevano  questo, o meglio lo intuivano. Ecco che la scienza moderna, la Meccanica Quantistica  intendo, è perfettamente in linea con la Saggezza Antica.

Il concetto di partecipatore è così fondamentale nella visione orientale del mondo, nello Yoga ed in particolare nella filosofia del Vedanta, tanto che i mistici dell’India lo hanno spinto fino alle sue estreme conseguenze, al  punto che  l’osservatore e l’osservato, soggetto e oggetto, non solo sono inseparabili ma diventano anche indistinguibili.

IL CANTO DEL PIANETA

 Si definisce Griglia di Ernest Hartmann un insieme di linee elettromagnetiche che percorrono, invisibili, l’intero nostro pianeta, secondo le due direzioni, stabilite dai quattro punti cardinali (Nord-Sud ed Est-Ovest). Incrociandosi in maniera perpendicolare l’una all’altra, generano una vera e propria Rete elettromagnetica, che influisce notevolmente sul nostro corpo e sulle sue funzioni biologiche, nonché sui cicli circadiani (appetito, sonno, sesso, euforia o depressione, benessere o malessere, forza o stanchezza...). Tali linee distano tra loro nel senso Nord-Sud (2 metri), e nel senso Est-Ovest 2 metri e mezzo. Esse stesse sono poi larghe 21 cm. Siccome infiniti fili collegano tutto ciò che esiste, uno squilibrio del Campo geomagnetico e della ionosfera, nonché della Risonanza Schumann della Terra, che pulsa a 7,8 Hz, causerà ogni malattia, prima alla Madre Universale e poi ai nostri organismi. Al riguardo, circolano delle voci veramente allarmanti, segno di una stupidità che sta contagiando gran parte dei propugnatori di una Nuova Era. Non è affatto vero che la Frequenza Schumann si stia innalzando, come segno di una consapevolezza superiore che starebbe nascendo in seno alla Coscienza Universale. La stanno volutamente elevando per impedirci di sognare, di essere creativi, di assumere una conoscenza cosmica. Altro che “salto quantico”, che in realtà è un imprigionamento della mente e dello spirito umani nella dittatura globale che si sta preparando con l’ausilio delle armi frequenziali.

Non dimentichiamo che dal punto di vista della Fisica Vibrazionale, tutti i processi biologici dipendono dalle interazioni dei campi elettromagnetici e gravitazionali. Tanto per intenderci, la sfera terrestre è una cavità echeggiante al pari di una cassa armonica, tipica degli strumenti musicali. Non a caso, il nostro pianeta canta una nota particolare, denominata Frequenza Schumann. Il prof. W. O. Schumann fu uno dei maggiori ricercatori delle fonti energetiche alternative e pulite, durante il periodo nazista. Era direttore di Fisica al Politecnico di Monaco di Baviera e contribuì a calcolare le frequenze di risonanza dellacavità Terra-Ionosfera. Fissò tale onda stazionaria predominante a 7,83 Hz. Quando illustrò di fronte a Hitler il suo programma utopico per i motori antigravitazionali ad implosione, così si espresse nel discorso finale: “Ogni tecnologia basata sull’Esplosione o sulla Combustione deve considerarsi satanica. La prossima Era Nuova sarà l’Era di una nuova tecnologia positiva e sacra!”. Come nel caso di Nicola Tesla, Viktor Schauberger, Wilhelm Reich, Henri Coanda, la previsione di Schumann non si è purtroppo avverata, e l’inquinamento massiccio della Terra è oggi tragicamente attuale. Nel 1952, la frequenza della Terra è stata perfettamente calcolata in 7,83 Hz, un infrasuono che si situa all’ottava inferiore della capacità uditiva dell’uomo. Pensate che qualsiasi attività umana organica e vitale (pensiero, pulsazione cardiaca, sentimento d’amore, immaginazione...) pulsa in risonanza con tale Suono Madre. La nostra stessa salute dipende dall’accordo con siffatto tono.

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Quanto influisce la matrice genitoriale nella formazione caratteriale del bambino

A volte capita che i Genitori, anche inconsapevolmente, riversino sui figli, dei contenuti educativi ereditati dai propri genitori perpetrando quelle che vengono definite catene educative. Queste catene educative, tra l'altro, hanno la insita capacità di riportare contenuti educativi generazionalmente non più adeguati che si scontrano con i valori attuali. A seguito di ciò si instaurano spesso dei contenuti svalutanti all'interno dei quali un bambino viene manipolato o tradito insistentemente dai suoi genitori, o perlomeno questa è la sensazione che il bambino recepisce. Tali contenuti verranno in seguito riportati e riprodotti nelle relazioni future e dunque avendo perso fiducia nei contenuti genitoriali, difficilmente si fiderà delle altre persone e nemmeno  di se stesso. Dovrà lottare con tutte le sue forze contro quella tendenza a non avere fiducia per riuscire a stabilire dei vincoli intimi con gli altri. 

Si imbroglia un bambino quando gli si promettono cose che non può avere o che non ci si impegna a compiere. Per questo motivo, è importante regalare ad un bambino il giocattolo che gli avevate promesso, portarlo a giocare al parco il giorno stabilito insieme e dedicargli il tempo che avevate promesso di dedicargli.

Queste azioni agli occhi degli adulti possono passare inosservate o prive di importanza. Tuttavia, per i bambini rappresentano un insegnamento riguardo a cosa aspettarsi, in generale, dalle persone care.

Se un bambino osserva che i suoi genitori mentono, imparerà che le parole hanno poco valore. Avrà quindi difficoltà a credere a quello che dicono gli altri e a sforzarsi per rispettare le sue stesse parole. Questa cicatrice implica che, durante lo sviluppo, il bambino avrà grandi difficoltà a stringere rapporti con gli altri e a costruire una vera intimità – rifugio- nel quale si senta al sicuro con qualcuno.

La paura dell’abbandono

Un bambino che si è sentito solo, ignorato o abbandonato, inizierà a credere che la solitudine è totalmente negativa e opterà per una delle seguenti scelte: diventerà eccessivamente dipendente dagli altri, cercando di continuo qualcuno che lo protegga e lo accompagni, oppure rinuncerà alla compagnia degli altri, come misura di precauzione per non soffrire un potenziale abbandono.

Coloro che seguono la scia della dipendenza, saranno in grado di tollerare qualsiasi tipo di relazione pur di non sentirsi soli. Credono di essere completamente incapaci di affrontare la solitudine e, per questo, sono disposti a pagare qualsiasi prezzo per la compagnia.  

Chi scappa la paura dell’abbandono per la via dell’indipendenza ad oltranza è incapace di godere dell’affetto sincero di una persona cara. Per queste persone, l’amore è sinonimo di paura. Quanto più affetto proveranno per un’altra persona, più crescerà la loro ansia e il loro desiderio di scappare. Sono le classiche persone disposte a porre fine ad una relazione invidiabile per l’angoscia che provocherebbe loro un’eventuale perdita della figura amata.

La paura del rifiuto

Un bambino che è stato continuamente criticato e sminuito dai suoi genitori diventa nemico di se stesso. In questo modo, sviluppa un dialogo interiore nel quale le costanti sono l’auto-rimprovero e l’auto-recriminazione.

Questo bambino, in età adulta, probabilmente non si sentirà mai in accordo con ciò che fa o pensa. Troverà sempre il modo di sabotare i suoi piani e gli sarà difficile capire che possiede anche delle virtù e che può avere successo. Sentirà di non meritare l’affetto né la comprensione di nessuno, e che le sue espressioni d’amore nei confronti degli altri mancano di validità.

In generale, questi bambini si trasformeranno in adulti isolati e sfuggenti, che proveranno panico in situazioni di contatto sociale. Allo stesso tempo, saranno estremamente dipendenti dalle opinioni altrui. Di fronte ad ogni minima critica, si sminuiscono del tutto, poiché non sanno distinguere un’osservazione oggettiva da un attacco personale.

Se oltre ad essere stato rifiutato, il bambino è anche stato umiliato, le conseguenze saranno ancora più gravi. L’umiliazione lascia sentimenti di ira irrisolti, che si trasformano in una sensazione continua di impotenza. Questa condizione molte volte trasforma le persone, rendendole tiranniche ed insensibili, e portandole ad umiliare gli altri.

Le cicatrici lasciate da queste esperienze infantili sono molto difficili da rimarginare. Tuttavia, questo non significa che non sia possibile né che non possano trasformarsi positivamente. Il primo passo sta nel riconoscerle e nell’essere consapevoli che bisogna lavorarci su, per impedire che determinino il resto della nostra vita.

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Angeli e demoni nel salotto buono di Ettore e Donatella Falcone

Una sera a casa di Donatella La Porta e Ettore Falcone, una coppia di grandi e generosi amici, si è organizzata una piccola esposizione sul tema angeli e demoni nell’era della fisica quantistica. Quelle che seguono sono le slide di quella sera per chiunque voglia approfondire o suggerire vie di comprensione. Grazie di vero cuore

Angeli – Demoni

 

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Approccio meditazione Bambini

Un altro approccio alla meditazione per bambini

Come è possibile far interessare un bambino alla meditazione?
Prima di tutto, ovviamente, non si può costringere un bambino a meditare; anzi, in generale, non si può costringere nessuno a meditare, perché meditare non è una cosa che si fa, ma uno stato in cui si è e per raggiungere tale stato il primo requisito necessario è il desiderio. Quello che si può fare, però, è creare un interesse nella meditazione, coinvolgere il bambino in modo che la sua attenzione sia completamente catapultata in questa attività. L’approccio più ovvio è quello della “Meditazione Gioco” (Meditation & Play). Un gioco che ha naturalmente un valore sottile importante che piano piano verrà compreso dal bambino; quando il bambino avrà capito il valore di quello che sta facendo e come la meditazione può aiutarlo a stare meglio nei momenti del bisogno, allora probabilmente lo farà da sé e saprà in ogni momento come usare quello che ha imparato.
L’approccio giocoso deve essere preso come un modo per esprimere la propria creatività e il proprio amore e non con l’idea “Oddio, e ora che mi invento?”. In verità, dovrebbe essere un divertimento anche per i genitori. 

Prima meditazione

bambino meditaPer la prima meditazione, si procede in modo semplificato rispetto a quello che si fa di solito . Dopo aver spiegato cosa è la Kundalini e del suo compito di prendersi cura di noi e farci stare bene, ci si siede a terra con le mani bene aperte. Poi si chiudono gli occhi e si cerca di tenere l’attenzione dentro di sé, in silenzio.

bambino mette la mano sul cuoreSi porta la mano destra sul cuore e per tre volte di dice:

“Io sono lo spirito”
 
 

Poi si porta la mano destra sulla cima della testa e si fa ruotare bambino mette la mano sul Sahasraraper sette volte in senso orario e allo stesso tempo si dice:

“Kundalini, per favore risvegliati e prenditi cura di me”
 

bambino con la Kundalini suInfine si riporta la mano giù sulla gamba e si rimane un po’ in silenzio. Possiamo invitare il bambino a tenere l’attenzione sulla cima della testa nel punto in cui teneva la mano; gli si può dire di stare attento e vedere se sente qualcosa, senza specificare cosa (lasciamo che sia il bambino a raccontarci cosa sente. dà più l’idea di una scoperta).
Infine si può invitare il bambino a portare la mano destra sulla testa a circa 2-3 cm di distanza per vedere se sente la brezza fresca fuoriuscire; poi può provare anche con la sinistra.

Questa è la prima meditazione che si può ripetere tutte le volte che si vuole, anche se – come succede per i grandi 

Dopo la prima meditazione

Una delle cose più belle che si possano fare è meditare con i propri bambini. Si scoprirà un mondo ancor più ricco di armonia: non solo le vibrazioni saranno molto più forti, ma i bambini stessi vi sorprenderanno con le loro intuizioni. Per cui, dedicare dieci minuti alla meditazione collettiva con i propri bambini sarà un momento importante sia per loro che per voi.

Come dicevamo, dopo la prima meditazione in cui si ha il risveglio della Kundalini, nelle meditazioni che seguono basterà alzare la Kundalini con i semplici movimenti illustrati.
Usare dei ritornelli per accompagnare ogni gesto non solo rende più piacevole la tecnica, ma permette anche loro di capire il senso di quello che stanno facendo (per gli adulti ovvio avendo studiato la teoria). Per esempio, durante i tre movimenti ascensionali in cui si invita la Kundalini a salire sul Sahasrara, si potrebbero accompagnare i movimenti con le tre affermazioni:

  1. Kundalini sali, Kundalini sali e liberami dalla tristezza.
  2. Kundalini sali, Kundalini sali e liberami dall’agitazione.
  3. Kundalini sali, Kundalini sali e fammi essere bravissimo.

ricordando che il lato sinistro è il canale delle emozioni, quello destro è quello dell’azione e quello centrale dell’evoluzione.

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Tecniche di Meditazione per bambini

La meditazione dell'ascolto

Tutti seduti in cerchio a gambe incrociate, si invitano i bambini a chiudere gli occhi. Suonate una campana e dite ai piccoli di concentrarsi sul senso dell'udito ascoltandone il suono. Chiedete quindi di ascoltare davvero atteyoga_per_bambini_meditazionentamente finché sentono il suono, e di alzare la mano non appena esso si ferma. Dopodiché, l'esercizio può essere modificato ed eseguito anche senza campana: basta concentrarsi sui suoni attorno a loro. Quali sono i più vicini? Quali a destra e sinistra? Quali dentro e quali fuori? Questo esercizio si può inoltre fare ovunque, in strada o, meglio ancora, nel letto prima di addormentarsi per stimolare la calma.

 

La meditazione della voce

È un esercizio che combina il canto con il tatto. Seduti a gambe incrociate con gli occhi chiusi, si ripetono insieme delle sil04427_yogalabe o delle affermazioni sillabate (come "Io sono forte", o "Io sono calmo"). Contemporaneamente, per ogni sillaba ci si tocca le dita con il pollice. Partendo dall'indice si arriva al mignolino. Lo si può fare anche cantando sommessamente, o nella propria testa, ripetendolo dovunque si voglia e ogni volta che si senta la necessità di calmarsi.

 

 

 

3. La meditazione del respiro

Imparare a conoscere il proprio respiro dai primi anni di vita fa davvero benissimo. L'esercizio per prendere dimestichezza con questa parte della nostra vita si chiama "Fai cinque respiri" ed è semplice come il suo titolo. Ad occhi chiusi, si inspira per cinque volte e si espira altrettante. In questo modo il respiro viene rallentato e con esso la mente. Chiedete ai bimbi se sentono il cuore alzarsi e abbassarsi durante i respiri, o l'aria entrare e uscire dal naso: si concentreranno, si calmeranno e studieranno questa importantissima parte di loro.

La meditazione del pensiero

Inspirando ed espirando lentamente, i bambini possono svuotare la mente. Ogni volta che un pensiero l'attraversa, quindi, dovranno immaginarlo come una nuvola che passa attraverso il cielo. Sono bambini e quindi stare in meditazione a lungo sarà difficile. Ma questo esercizio li prepara a capire che i pensieri, brutti o belli, vanno e vengono con naturalezza, e soprattutto è un utile primo mattone alla meditazione adulta.

 

 

 

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