Sogni

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Sogni

Il sognoè un immancabile accompagnatore delle nostre notti. Alcuni ricordano i propri sogni ogni mattina e con facilità; altri, invece, solo raramente trattengono le immagini di un qualche sogno oltre il risveglio, magari solo quando esso è a forte contenuto emotivo. C'è anche chi afferma di non ricordare mai i sogni al risveglio. Tutti, tuttavia, sogniamo ogni notte più volte. Gli studi degli psicologi e dei neuropsichiatri hanno dimostrato che non è possibile non sognare e che, anzi, la fase del sonno con sogni (chiamata R.E.M., ossia Rapid Eye Mouvement, a causa del fenomeno dei movimenti oculari che si verificano concomitantemente) si ripete ogni notte più volte, con un ciclo di circa quindici-venti minuti ogni novanta.
Ma che cos'è il sogno? Sono state fatte numerose affermazioni in merito: per alcuni ricercatori esso è il guardiano del sonno, poiché difenderebbe il sonno dagli stimoli sensoriali; per altri, invece, è una specie di esercizio cerebrale a vuoto, utile alla fisiologia neurale. Ma l'aspetto più sconcertante è nella sua significatività: il sogno non risulta indifferente al sognatore, ed emozioni e impressioni dense di significato si affollano frequentemente in esso. I neurologi non si occupano molto di questo aspetto, che risulta il meno comprensibile alla scienza.
Dobbiamo ammettere pertanto che il sogno ha un valore ed un significato psicologico, che si interseca e si correla con quello fisiologico. Da questo punto di vista, esiste una letteratura scientifica alquanto ricca - almeno, per chi accetta di considerare scientifica la psicoanalisi.
Sulla interpretazione dei sogni Siegmund Freud ha edificato il metodo di indagine psicoanalitico. Esattamente cento anni fa, nel 1899, egli dava alle stampe il libro omonimo, che costituisce il vero e proprio manifesto del metodo psicoanalitico. Dobbiamo salutare in esso la svolta nell'approccio allo studio e al trattamento dei disturbi nervosi e la nascita della psicologia clinica. L'interpretazione freudiana del sogno si basa essenzialmente sul metodo delle libere associazioni, e poggia sulla concezione del sogno come manifestazione del desiderio, che però viene mascherata dall'azione della censura onirica. Inoltre, per Freud il desiderio è essenzialmente di natura sessuale, per cui il sogno esprime sempre un desiderio sessuale, attuale o pregresso.
La tecnica interpretativa freudiana risulta così riduttiva, poiché esclude ogni altro significato e finisce col riportare tutti i contenuti onirici a manifestazioni sessuali. Questo è il limite proprio della psicologia freudiana, incentrata sulla teoria sessuale della libido. Un indirizzo risolutivo per una interpretazione dei sogni più aperta, e quindi più efficace per raggiungere la psicologia del paziente, lo ha dato C.G. Jung, con la sua concezione di psicologia del profondo non riduttiva alla sola sfera sessuale. Il metodo, tecnicamente, è in parte simile a quello freudiano, poiché anch'esso utilizza le libere associazioni. Se ne differenzia, invece, in quanto l'interpretazione si basa anzitutto sull'analisi del contesto, che comporta l'esame della struttura drammatica del sogno, la "storia" che viene raccontata; e inoltre poiché nella ricerca del significato delle immagini e dei simboli alle libere associazioni viene affiancata l'amplificazione, che consiste nella individuazione di similitudini e analogie tratte dalla vita spirituale dell'umanità intera, ossia dai miti e dalle leggende dei vari popoli, dalle fiabe, dalla letteratura.
La ricerca del significato dei sogni, in questo modo, viene riportata alla dimensione globale dell'esistenza del sognatore, ai significati che egli vive interiormente e le esperienze che ha attraversato. La totalità della psiche viene così riconosciuta nell'articolazione dei valori e dei significati, e nella varietà dei sentimenti e delle emozioni attraversate.

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Cesenatico 2018 Parole di Luce

cesenatico 2018 Parole di Luce

cesenatico2018

 

E così la 10ª edizione del convegno nazionale di Medianita “Parole di Luce” è giunta al termine. Una preparazione lunga un anno per tre giorni che sono stati veramente straordinari. Non tanto per quanto io abbia lavorato per questa organizzazione, ma per la disponibilità, umanità, sensibilità, armonia di tutti i relatori presenti.
È difficile trovare parole che non siano banali in questi casi. Quando organizzo il convegno, lo faccio pensando di proporre ciò che a me piace, ciò che mi sta a cuore. Questo vale soprattutto per le persone che invito a relazionare.... Un cammino lungo un anno che ha veramente portato una grande serenità in tutto il pubblico presente, e parliamo di 200 e oltre persone. Ognuno con la sua storia, con il suo travaglio, con il suo dolore, con la propria speranza, con il proprio cuore. Le relazioni sì sono snodate con grande delicatezza e tanto devo veramente a tutti voi relatori che avete saputo cogliere i sentimenti del momento e snodare il sentiero Spirituale con grande umiltà e sintonia.
Con Amore. La musica poi di Antonio Onorato ha suggellato questi intimi istanti, e le letture profonde di Enzo De Caro hanno scavato nell’Anima... Facendo emergere le emozioni più profonde.
Per non parlare della serata dedicata a Chopin!
Vi ringrazio profondamente per la fiducia accordata alla sottoscritta e per aver reso questo convegno unico e speciale. Ringrazio con tutto il cuore il pubblico presente, che ci ha accolto e ha condiviso questi tre giorni con partecipazione emotiva non indifferente.
Ma soprattutto ringrazio il Mondo dello Spirito che si è fatto presente costantemente... in ogni istante...
In ogni circostanza, in ogni angolo buio, profondo del nostro essere, del nostro dolore. Ha illuminato il nostro abisso!
Ci ha condotto per mano sulla strada della speranza. Penso e ripenso a questi giorni e mi sento profondamente ricca per tutto quanto mi è stato insegnato.
Perché non si finisce mai di imparare quando si percorre la via verso l’Infinito.....

Barbara Amadori

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Smettere di Fumare

Smettere di fumare si può, con l’ipnosi.  L’antica pratica, applicata oggi anche alla lotta al tabagismo, riporta risultati concreti e convincenti: 8 casi su 10 abbandonano le sigarette definitivamente. 

L’ ipnosi per smettere di fumare permette di agire sulla psiche, senza che il soggetto debba assumere nulla.

La tecnica vanta ormai una solida letteratura scientifica ed è molto diffusa negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, dove ha preso piede fra i metodi per dire addio al fumo con un tasso di successo dell’80%, secondo i più accreditati studi scientifici condotti.

In Italia ignoranza e scetticismo hanno frenato l’uso di questo rimedio miracoloso.

Inutile sottoporsi all’ipnosi se non si riesce a pronunciare prima una frase ad alta voce: “Voglio smettere“. Sembra una banalità, ma, secondo gli specialisti, chi non vuole realmente smettere di fumare non riesce neanche a dirlo.

Durante l’ipnosi non si è incoscienti ma soltanto estremamente rilassati grazie a particolari tecniche verbali. L’ipnosi riesce a parlare con la mente sub-cosciente dove risiede l’abitudine del fumo ed a inserire una nuova abitudine che è appunto quella del non fumare.

Ecco, in estrema sintesi, cosa avviene con l’ipnosi. Semplice ed indolore. Forse troppo semplice per essere accettata da chi realmente non vuole lasciare le bionde.

Per ottenere il risultato bastano dalle 4 alle 6 sedute. Nella prima seduta si dissuade il fumatore in due fasi: la prima per creare un rifiuto della sigaretta, la seconda per creare il ricordo di una situazione gradevole legata al non aver più toccato una sigaretta. Si creano falsi ricordi, scenari immaginari, sensazioni positive e si lasciano nella mente

La seconda seduta,, è sicuramente più complessa, ma ha la funzione di eradicare il bisogno meccanico anche solo delle due/tre sigarette al giorno.

Poi le successive sedute servono a consolidare e monitorare i risultati.

Ogni seduta dura un’ora, la tecnica non ha gli effetti collaterali classici comeingrassare. Durante i primi giorni si avvertirà un leggero nervosismo da astinenza da nicotina, ma sono fastidi e non veri problemi.

Magia? No, scienza esatta utilizzata persino per il parto senza anestesia: credete che soffrireste più di una partoriente? No.

E dall’indomani, 150 euro in più al mese nel portafogli e dieci anni di vita in più da vivere. 

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Esistono gli Angeli ?

Con questo articolo intendo umilmente introdurre alcuni concetti di base relativi alla umanizzazione che le menti producono, in relazione a “necessità” psichiche di proiezione e concretizzazione. L’argomento riguarda il bene e il male che da sempre sono iconografati attraverso figure idealizzate chiamate angeli e demoni, che per definizione, lottano tra di loro ciascuno per il proprio tornaconto. La umanizzazione di queste figure diventa fin troppo evidente quando trasferiamo su di esse una gerarchizzazione che si riflette su piani operativi ed evolutivi. Gli angeli diventano arcangeli, serafini, cherubini ecc ecc e i demoni diventano diavoli, larve, spiriti bassi, satana e lucifero, dove il capo satana in qualche modo li contiene tutti quanti. La creazione di gerarchie è una tendenza nettamente umana e non può in alcun modo riflettersi nel mondo spirituale dove il principio è unario e converge, anzi, nella assoluta eguaglianza e nell’amore incondizionato che annulla ogni disparità. Dal punto di vista psicologico, la gerarchizzazione angelica serve esclusivamente a creare classi di merito tra medium e canalizzatori i quali affermando di dialogare, o di ricevere, con angeli e simili, piuttosto che con entità “normali” potenziano il loro EGO a dismisura e cercano di farsi strada in un ambiente di nicchia dove pochi possono accedere. Prima di diventare impopolare, voglio precisare che credo molto nelle entità energetiche multidimensionali (è più facile chiamarli angeli ?) e credo anche che l’energia che esse rappresentano nella matrice quantica, sia davvero al di sopra delle nostre capacità intuitive e cognitive e dunque la risorsa della umanizzazione, oltre ad essere una necessità psichica, una sorta di nevrosi dalla genesi inconsapevole, è anche uno strumento dell’EGO nella fase competitiva della personalità. Credo anche che ci siano delle persone che più di altre hanno capacità di elevazione in frequenza e dunque di canalizzazione dimensionale; la sola cosa in cui non credo, e da cui mi tengo lontano, è proprio quella della distinzione e gerarchizzazione delle Entità e dell’Energia, concetti veramente insostenibili per scienza e coerenza spirituale. Dunque gli angeli non esistono. O almeno non sono assolutamente ciò che si pensa che siano. Tutto ciò che è relativo agli angeli è partito da una rappresentazione dei livelli di consapevolezza (umani e solo umani) per mezzo di una simbologia angelica che è nata molto, molto tempo fa e oggi viene “usata” a volte anche senza ritegno, per elevarsi rispetto alla massa. Nel panorama spirituale, dunque, da ritenersi uno spazio sacro, ci sono molti soggetti che hanno fatto fortune anche economiche con la simbolizzazione angelica. Persone che hanno creato “linguaggi”, regole e comportamenti sicuramente non coerenti con quello che divulgano. Agli angeli viene dato un nome e una missione, un compito come se fossero Umani. Agli angeli viene assegnato anche un ruolo da incarnati e una presenza consapevole tra di noi, nel qui e ora, proprio a sottolineare la assoluta “necessità” di un contatto anche materiale con questa fumosa realtà dai contenuti egoici. Infine vorrei invitare a leggere il libro di Enoch; Il libro di Enoch è un testo aprocrifo o pseudoapocrifo della Bibbia in quanto fu riconosciuto come non canonico dalla Chiesa cattolica e come tale non inserito nella bibbia che conosciamo. Il libro di Enoch viene citato da molti autori classici e paleocristiani, perlomeno fino all’undicesimo secolo. Poi scompare, fino a che venne citato da Pico della Mirandola che nei suoi studi di diritto canonico ne aveva consultato una versione greca a Bologna. In questo libro, ad esempio la parola angelo viene usata per indicare una volontà collettiva per mezzo della quale il Piano Divino si realizza liberamente e spontaneamente attraverso tutti coloro che sono continuamente collegati in coscienza con la Presenza Divina, diventandone un veicolo. È solo la nostra tendenza ad antropomorfizzare (a dare forma umana) le cose che ci porta a vedere degli esseri o delle entità lì dove ci sono solo “cose” o situazioni; se non avessimo la tendenza a dare forma umana, allora ci sarebbe molto più semplice comprendere che un angelo non è una entità che sta lì e che vede e modifica i destini umani. Senza questa “tendenza” (che è il risultato di modificazioni a cui sono stati sottoposti gli esseri e quelli delle religioni lo sanno e sanno come pilotare ciò a loro vantaggio), non sarebbe molto semplice convincerci che un angelo è una entità e sarebbe facile per noi comprendere e sperimentare facilmente che non esiste alcun angelo umanizzato, ma che gli angeli sono, a volte, semplici uomini con un grande cuore connessi con l’Universo Divino. Infine, e concludo, la definizione di angelo coincide con un archetipo separativo, una sorta di visione psichica della realtà: infatti se voglio descrivere le qualità di un soggetto, ad esempio, elencando una serie di attività con una costellazione di aggettivi positivi, posso usare una sola parola come di solito facciamo, “è un angelo”. Tale concetto racchiude e sintetizza, per mezzo dell’archetipo, ogni qualità positiva che può essere messa in atto oppure esternata a fin di bene.

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Cimatica

 Da principio era la Parola....e la Parola era Dio...senza di essa nessuna cosa è stata fatta...

                                               Vangelo di Giovanni

Il fatto che l’orecchio umano, per lo più non senta molti suoni, la dice lunga sull’apparenza di questo mondo quadridimensionale. Siamo dei sordi in uno spazio cantante, zeppo d’ogni tipo di vibrazioni.

Certe cattedrali e templi sarebbero stati costruiti con il proposito di amplificare queste onde, agendo come cassa acustica delle vibrazioni umane, secondo delle proporzioni geometriche e matematiche collegate direttamente alle proporzioni musicali. Gli studiosi vedici dell’antica India e i filosofi della scuola di Pitagora consideravano tutte le forme fisiche come manifestazioni del suono: per loro le proporzioni relative ai suoni musicali corrispondevano alle proporzioni fisiche delle forme in natura e nell’architettura umana. Nel 1815 il matematico americano N. Bowdich incominciò a studiare i disegni creati dall’intersezione di due curve sinusoidali i cui assi sono perpendicolari gli uni agli altri, alcune volte chiamate “curve di Bowdich   “, più spesso “figure di Lissajous” dopo che quest’ultimo fece le stesse indagini indipendentemente da Bowdich. Entrambi conclusero che la condizione affinché  questi  disegni fossero  creati  era che le oscillazioni  per secondo di entrambe le curve doveva corrispondere ad un rapporto del tipo 1:1, 1:2, 1:3 e così via. e questi esperiementi che divennero via via sempre più numerosi conducevano sempre di più allo strabiliante risultato che il suono ha potere di cambiare la materia. Se cambia la frequenza o l’ampiezza anche i modelli cambiano. Aumentando la frequenza la complessità dei disegni aumenta ed il numero degli elementi diventa più grande. D’altro canto, aumentando l’ampiezza, il moto diventa più rapido e turbolento così da creare piccole eruzioni, tali che il materiale fosse lanciato in aria. Le forme ed i disegni che apparivano dipendevano dalla frequenza, dall’ampiezza e dalle caratteristiche del materiale.

Con l’aiuto di polvere di ferro, mercurio, liquidi viscosi e gas si possono visualizzare gli effetti tridimensionali delle vibrazioni. Un altro fatto davvero straordinario è che Quando venivano pronunciate le vocali delle vecchie lingue quali l’ebraico ed il sanscrito, il suono assumeva le forme dei simboli scritti di quelle vocali. ciò non succede con le lingue moderne. Com’è possibile? C’è una qualche relazione con il concetto di “Sacre lingue” con cui entrambe le lingue sono qualche volta chiamate? Quali qualità posseggono queste sacre lingue, fra cui anche il tibetano,l’egiziano ed il cinese?

La letteratura e le sacre scritture degli antichi popoli e di tutte le grandi religioni stanno a testimoniare dell’efficacia del suono nel produrre tutto ciò che è tangibile e visibile. Da millenni, ad esempio, gli indù, e non solo essi, possiedono dei diagrammi chiamati YANTRA.

Uno yantra è qualsiasi forma, in questo caso eminentementegeometrica, sopra la quale ogni corpo è costituito. In altri termini la base di ogni corpo, la base di ogni figura naturale, di ogni fiore, di ogni stella è riducibile essenzialmente ad una figura geometrica, attorno alla quale si costituiscono le figure. In India la base geometrica che sottostà alla forma viene chiamata, come abbiamo detto, yantra.

Per esempio, un triangolo è uno yantra; fiori e petali disposti in un certo modo per un dato tipo di rituale formano uno yantra; la doppia stella è uno yantra; la croce è uno yantra.

Tutte queste forme sono considerate essenze, non figure di per sé. Una forma che viene costruita è considerata come l’essenza di un qualcosa di vivo, rappresenta un essere, la natura di un essere, il suo nucleo. Lecostruzioni dei templi delle più diverse architetture sono fatte sulla base degli yantras. Anche in Europa si seguiva lo stesso concetto: la forma a croce, la forma latina, altre forme circolari sono tutte yantras che stanno identificando un’essenza.

Per l’India antica uno yantra è una cosa molto importante, fondamentale; talmente importante che, come si è scoperto già da molto tempo, èlegato al mantra. Mantra e yantra sono una stessa cosa, uno udibile, l’altro visibile.

Questo fatto, per millenni, è stato sostenuto dai veggenti, dai rishi, dagli yogi. Pochi anni fa fu confermato da un esperimento concernente uno dei principali yantras, chiamato lo sri yantra , il quale è formato da una quantità di triangoli , uno dentro l’altro che creano una sensazione di spazio infinito.

Questo yantra è legato direttamente alla famosa sillaba OM e perciò viene considerato il più elevato degli yantras. Om infatti è considerata la sillaba principale, la sillaba essenziale o il suono di tutte le cose, il suono dell’Universo, il suono che permea tutto, la base del nostro parlare. Qualche anno fa un gruppo di signori prova ad emettere l’Om con materiali vibranti, e ne viene fuori lo sri yantra perfetto nelle forme. Non emesso più l’Om , lo sri yantra scompare; quando viene nuovamente emesso, il medesimo yantra, perfetto, viene ricreato con la voce, ricreato per mezzo di quei materiali sempre in rapporto con la vibrazione.

Logicamente ci sono anche i rapporti di volume, di intensità, indi si vede come la forma viene mantenuta; e, se non viene mantenuta , quali sono le condizioni necessarie per ottenere quel risultato. Lo stesso può verificarsi con altre vibrazioni o con delle musiche, e ne vengono fuori forme veramente incredibili…. Ma ci deve essere sempre un rapporto preciso tra la frequenza, l’intensità ed i materiali.

74 HZ - Definita frequenza Fondamentale che genera calma interiore ed effetti spirituali individuali
285 HZ - Aumenta ed amplifica la cognizione quantica
396 HZ - Libera dal senso di colpa e dall' ansia
417 HZ - Induce ottimismo nei confronti di un cambiamento, e rilascia le tensioni del passato
528 HZ - Riparazione e armonizzazione DNA (processo molto importante) detta anche frequenza della vita
639 HZ - Apertura e connessione verso i rapporti umani
741 HZ - Stimola il risveglio interiore
852 HZ - Ritorno all'ordine spirituale
936 HZ - Attivazione della ghiandola pineale
963 HZ - Effetti spirituali individuali

“ogni pensiero umano, ogni emozione, ogni percezione e ogni bisogno potrebbero essere soggiogati, attraverso stimolazioni elettriche e frequenziali del cervello”.

 

Suoni Personali Cabalistici

E' certamente un errore l’abbinamento automatico tra suoni, colori e chakra, poiché si dimentica che ognuno di noi nasce con un suono fondamentale e che questo suono varia da persona a persona. Esso si configura come l’individualità sonora di ogni essere vivente. Il tono individuale costituisce la risonanza interiore della nostra matrice spirituale. Esso serve, come le impronte digitali o il timbro vocale, ad individuare l’identità energetica che muove noi tutti. Se noi accettassimo un siffatto modo di procedere uniformato, non potremmo più criticare la standardizzazione della medicina ufficiale che applica gli stessi farmaci a qualsiasi paziente, ben sapendo che un rimedio che funziona con uno può essere mortale con l’altro. Dunque è ora di smetterla di applicare sempre gli stessi abbinamenti fra Colore, nota e chakra. Ognuno di noi ha un suono di riferimento differente, dal quale iniziare le meditazioni. Perciò l’aspetto più difficoltoso è l’individuazione della frequenza personale per ogni forma di attivazione. Ma prima ancora ci sono tre stadi preparatori, senza i quali nessun fine potrà essere raggiunto. «se riarmonizzi te stesso puoi armonizzare tutto il resto e – inoltre – abbeverarti alla “Fonte Energetica Universale” e vagare nei vari universi paralleli».

Su tale argomento si innesteranno considerazioni di ordine esoterico, tendenti a creare una disposizione d’animo propizia per realizzare una emissione che risvegli i livelli di coscienza superiori. La medicina vibrazionale ha ormai sempre più dimostrato che la disarmonia dei corpi eterici si trasferisce a livello fisico. Lo squilibrio dell’organismo o Diskrasia è, pertanto, l’ultima fase di una mancanza di scambio vitale con l’infinita energia cosmica attraverso i Chakra. I “Vortici energetici” possono essere riattivati proprio mediante una buona emissione che riarmonizzi lo scompenso, la mancanza di comunicazione e la paura indotta da una società malvagia e violenta. Nel culto sciamanico, le “Vie dei Canti” strutturano una interrelazione globale, che collega molti popoli, molte tribù e molti territori. Nella civiltà aborigena, si parla in tal senso di “Vie di Canto” che risuonano sia nella terra, sia nel cielo, ed anche nelle acque. Esse sono delle vere e proprie griglie geomagnetiche (oggi chiamate di Hartman che l’officiante percepisce con la forza interiore della sua saggezza. Al riguardo, si predisponevano addirittura delle vere e proprie migrazioni che seguivano questi tracciati. Come nel caso dei Bardi-Celti, la serie di melodie può arrivare fino a 300, e ogni canto riguarda uno specifico luogo geografico e le azioni di uno spirito antenato.

Come nella mitologia nordica o boreale, la Madre Terra è la cassa di risonanza che custodisce i “Canti di Sogno”. L’abilità di auscultarli è propria dell’officiante-musicista, che è in grado di riprodurli ed insegnarli agli altri membri della comunità.

Ma nella società contemporanea i “Canti di Sogno” stanno per essere distrutti da un progetto di Controllo Globale, mediante l’emissione di onde VLF o ULF (Very low frequencies e Frequenze ultra basse). è opportuno fare una digressione sulle ultime scoperte circa le onde emesse dal nostro cervello. Esse oscillano sensibilmente dalla fase di sonno profondo o condizione comatosa (circa 0,5-3 Hz chiamate onde delta, δ), alla trance, ipnosi e sogno (3-7 Hz, definite onde teta, θ).

Dalla nostra mente si sprigionano, d’altro canto, le onde alfa (α, 7-12 Hz) quando siamo nel dormiveglia (immediatamente dopo esserci svegliati) o in una condizione meditativa leggera, mentre s’inseriscono quelle beta (β, 13-33 Hz), allorché ci troviamo nello stato d’attenzione o siamo impegnati nella risoluzione di problemi e attività cognitive.

Infine vi sono le onde gamma (γ, 34-60 Hz). Queste sono preposte a collegare tempo e spazio a livello neuronale e ad interrelare, su più livelli di senso, la realtà in quanto interpretazione complessiva (memoria e coscienza).

Attivazioni

La tecnica utilizzata per le attivazioni è un connubio fra la tradizione filosofica orientale, le metodologie sciamaniche di guarigione, la dottrina matematico-musicale di Pitagora, la medicina vibrazionale e le tecniche di emissione occidentali. Il nostro fine non consiste nel riscoprire la tradizione tibetana o quella difonica mongola, giacché la nostra non è un’operazione etnomusicologica. Infatti, le prerogative che sottendono il nostro modo di fare attivazioni fisiologiche si basa sulle conoscenze scientifiche occidentali, il cui scopo è l’emissione naturale e senza alcuno sforzo di tutta la serie di suoni multipli di una frequenza base, ossia il suono fondamentale che di solito viene tenuto fisso. Il suono contiene in sé i rapporti armonici universali che rigenerano i corpi eterici, che, a loro volta, informano di sé il corpo fisico. La disarmonia è pertanto il prodotto di uno squilibrio che riguarda i livelli sottili. La capacità informante del suono è ormai un dato di fatto provato anche dalla fisica sperimentale e, soprattutto, dalla medicina vibrazionale. È ormai assodato che la malattia fisica è la proiezione ortogonale di uno squilibrio energetico che ha investito i livelli vibrazionali superiori. La materia che costituisce il nostro organismo è una vibrazione più lenta, poiché nel nostro universo ogni cosa canta con una determinata frequenza. L’universo è pertanto una rete infinita di vortici sonori, di cui solo una minima parte viene interpretata in immagine coerente dai nostri cinque sensi e dal sistema vibratorio cerebrale. Tutto ciò che noi percepiamo è solo un simbolo tridimensionale di una molteplicità oscillante che contiene in sé qualsiasi sinfonia possibile. Identica sfera generatrice, stessa trasmissione, ma una moltitudine infinita di risonanze, armoniche, suoni sommatori e differenziali, che cagionano l’estrema variabilità dei molti mondi. Solo la musica contiene in sé i parametri adeguati per una giusta lettura e comprensione di un Cosmo, paragonabile ad un’immensa cassa armonica, dove gli oggetti visibili e le loro microstrutture sono multipli o sottomultipli del Suono-Luce “originario”. In tale prospettiva, l’arte dei suoni può essere considerata come un sistema organizzato di vibrazioni. Il tono singolo ne costituisce l’unità di misura. Quando una nota vibra, presenta delle frequenze concomitanti che le conferiscono il colore specifico. La luce bianca contiene - al suo interno - tutti gli altri colori. Detto diversamente, i vari colori, uniti insieme, costituiscono la luce bianca. Questa è quindi la Matrix di un mondo notevolmente più complesso. I sensi umani avvertono sempre la risultante di una manifestazione più ricca e diversificata. Siamo cellule di un organismo immenso che vedono solo altri elementi singoli e non l’intera struttura. Di un oceano percepiamo la superficie, ma non gli abissi (sottoarmoniche). Di una montagna osserviamo i costoni di roccia, ma non la sua costituzione atomica (sovramoniche). In definitiva, la straordinaria varietà delle armoniche compone la nota singola. Le armoniche o suoni parziali costituiscono, pertanto, l’aspetto verticale dell’evento fonico. Le subarmoniche sono la metafora dell’immergersi dalla superficie di un oceano verso i suoi abissi. Viceversa, le sovrarmoniche rappresentano il simbolo dell’ascendere dalla base della montagna fino alle sue vette più elevate:

RIFERIMENTI Pratici

CIMATICA E FISICA QUANTISTICA

C’è una similitudine tra le figure cimatiche e le particelle quantiche. In entrambi i casi, la forma solida che appare è un’ONDA.

Esse sono entrambe create e simultaneamente organizzate dal principio della pulsazione. Questo è il grande mistero del suono, non c’è solidità;una forma che appare solida è realmente creata da VIBRAZIONI SOTTOSTANTI.

Secondo la Meccanica Quantistica, la materia non è mai inerte, ma è costantemente in uno stato di moto. A livello macroscopico, gli oggetti materiali che ci circondano sembrano passivi ed inerti, ma quando ingrandiamo un frammento apparentemente  morto, di pietra o di metallo, vediamo che pullula di attività.

In un tentativo di spiegare l’unità in questo dualismo tra onde e forma, i fisici hanno sviluppato la teoria del CAMPO QUANTICO, in cui il campo quantico o, nella nostra terminologia, la vibrazione è conosciuta come unica realtà.

La particella o forma, l’onda o il moto sono solo due manifestazioni polari della stessa realtà. A livello atomico, la materia ha un aspetto duale: si manifesta come particella o come onda. L’aspetto che essa presenta dipende dalla situazione. In alcuni casi prevale l’aspetto corpuscolare, in altri quello ondulatorio; e questa natura duale è tipica anche della luce e di tutte le altre radiazioni elettromagnetiche.

Secondo il principio di indeterminazione di Heisenberg, non possiamo mai dire  che una particella atomica esiste in un dato punto, né che non esiste.

La probabilità, è un aspetto fondamentale della realtà atomica nella nuova fisica. Un altro aspetto decisivo e fondamentale della nuova fisica, di cui il dott. Jenny  ne intuiva l’importanza, è che l’osservatore umano non è necessario solo per osservare le proprietà di un oggetto, ma è necessario anche per determinare queste proprietà.

Nella fisica atomica, non possiamo parlare delle proprietà dell’oggetto in quanto tali: esse hanno un significato solo nel contesto dell’interazione dell’oggetto con l’osservatore. Come dice Heisenberg, “ ciò che osserviamo non è la natura in se stessa, ma la natura esposta ai nostri metodi di indagine”.

Lo scienziato non può dunque, assumere il ruolo di osservatore distaccato e obiettivo, ma viene coinvolto nel mondo che osserva fino al punto di influire sulle proprietà degli oggetti che osserva. L’uomo della valle dell'Indo, o dell'Antico Egitto di cui abbiamo parlato nel primo capitolo, ed i mistici di tutti i tempi, sapevano  questo, o meglio lo intuivano. Ecco che la scienza moderna, la Meccanica Quantistica  intendo, è perfettamente in linea con la Saggezza Antica.

Il concetto di partecipatore è così fondamentale nella visione orientale del mondo, nello Yoga ed in particolare nella filosofia del Vedanta, tanto che i mistici dell’India lo hanno spinto fino alle sue estreme conseguenze, al  punto che  l’osservatore e l’osservato, soggetto e oggetto, non solo sono inseparabili ma diventano anche indistinguibili.

IL CANTO DEL PIANETA

 Si definisce Griglia di Ernest Hartmann un insieme di linee elettromagnetiche che percorrono, invisibili, l’intero nostro pianeta, secondo le due direzioni, stabilite dai quattro punti cardinali (Nord-Sud ed Est-Ovest). Incrociandosi in maniera perpendicolare l’una all’altra, generano una vera e propria Rete elettromagnetica, che influisce notevolmente sul nostro corpo e sulle sue funzioni biologiche, nonché sui cicli circadiani (appetito, sonno, sesso, euforia o depressione, benessere o malessere, forza o stanchezza...). Tali linee distano tra loro nel senso Nord-Sud (2 metri), e nel senso Est-Ovest 2 metri e mezzo. Esse stesse sono poi larghe 21 cm. Siccome infiniti fili collegano tutto ciò che esiste, uno squilibrio del Campo geomagnetico e della ionosfera, nonché della Risonanza Schumann della Terra, che pulsa a 7,8 Hz, causerà ogni malattia, prima alla Madre Universale e poi ai nostri organismi. Al riguardo, circolano delle voci veramente allarmanti, segno di una stupidità che sta contagiando gran parte dei propugnatori di una Nuova Era. Non è affatto vero che la Frequenza Schumann si stia innalzando, come segno di una consapevolezza superiore che starebbe nascendo in seno alla Coscienza Universale. La stanno volutamente elevando per impedirci di sognare, di essere creativi, di assumere una conoscenza cosmica. Altro che “salto quantico”, che in realtà è un imprigionamento della mente e dello spirito umani nella dittatura globale che si sta preparando con l’ausilio delle armi frequenziali.

Non dimentichiamo che dal punto di vista della Fisica Vibrazionale, tutti i processi biologici dipendono dalle interazioni dei campi elettromagnetici e gravitazionali. Tanto per intenderci, la sfera terrestre è una cavità echeggiante al pari di una cassa armonica, tipica degli strumenti musicali. Non a caso, il nostro pianeta canta una nota particolare, denominata Frequenza Schumann. Il prof. W. O. Schumann fu uno dei maggiori ricercatori delle fonti energetiche alternative e pulite, durante il periodo nazista. Era direttore di Fisica al Politecnico di Monaco di Baviera e contribuì a calcolare le frequenze di risonanza dellacavità Terra-Ionosfera. Fissò tale onda stazionaria predominante a 7,83 Hz. Quando illustrò di fronte a Hitler il suo programma utopico per i motori antigravitazionali ad implosione, così si espresse nel discorso finale: “Ogni tecnologia basata sull’Esplosione o sulla Combustione deve considerarsi satanica. La prossima Era Nuova sarà l’Era di una nuova tecnologia positiva e sacra!”. Come nel caso di Nicola Tesla, Viktor Schauberger, Wilhelm Reich, Henri Coanda, la previsione di Schumann non si è purtroppo avverata, e l’inquinamento massiccio della Terra è oggi tragicamente attuale. Nel 1952, la frequenza della Terra è stata perfettamente calcolata in 7,83 Hz, un infrasuono che si situa all’ottava inferiore della capacità uditiva dell’uomo. Pensate che qualsiasi attività umana organica e vitale (pensiero, pulsazione cardiaca, sentimento d’amore, immaginazione...) pulsa in risonanza con tale Suono Madre. La nostra stessa salute dipende dall’accordo con siffatto tono.

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Ghiandola Pineale – Epifisi

La ghiandola pineale — o epìfisi — è una ghiandola endocrina del cervello dei vertebrati. Essa sporge all'estremità posteriore del terzo ventricolo e appartiene all'epitalamo. È collegata mediante alcuni fasci nervosi pari e simmetrici (peduncoli epifisari) alle circostanti parti nervose. ↵Le sue cellule, dette pinealociti, producono la melatonina che regola il ritmo circadiano sonno-veglia[1], reagendo alla poca luce ed influisce sulle attività delle ovaie. Attua talvolta a secernere etanolo nel corpo umano La ghiandola è nota fin dall'era antica e si caratterizza per la sua calcificazione in età matura. Le sue dimensioni sono di circa un centimetro di lunghezza per mezzo di larghezza, e il suo peso si aggira intorno al mezzo grammo. L'influenza di tale ghiandola sul ritmo circadiano ha trovato conferma nell'osservazione della reazione dell'organismo dopo un volo transcontinentale: l'organismo stesso necessita di un certo tempo per adeguarsi al nuovo ritmo luce-buio nel corso delle 24 ore (fenomeno definito jet lag o discronia circadiana) e la durata del periodo di adattamento è sensibilmente ridotta a seguito di assunzione orale di melatonina. La melatonina è una sostanza prodotta dai pinealociti a partire dal neurotrasmettitore serotonina (5-idrossi-triptamina) per N-acetilazione e ossi-metilazione, in virtù del fatto che tali cellule contengono l'enzima idrossi-indolo-ossi metil transferasi (HIOMT), enzima marker dell'epifisi. La ghiandola pineale si trova a stretto contatto con il liquido cefalorachidiano. Per spiegare la presenza degli ormoni pineali nel plasma e nelle urine è stata ipotizzata una secrezione pineale anche a livello vascolare. La sede principale di azione della melatonina è nel cervello, ma può agire direttamente anche sulla ghiandola ipofisaria e su altri organi periferici. Anche i livelli liquorali, ematici e urinari della melatonina variano in relazione alla luminosità ambientale con picchi nelle ore in cui quest'ultima è scarsa. La prima descrizione e le prime speculazioni sulla ghiandola pineale si trovano nei voluminosi scritti di Galeno, che trattò la ghiandola pineale nel suo De usu partium. In esso Galeno spiega che la ghiandola deve il suo nome alla sua somiglianza, per forma e dimensioni, a un pinolo. La chiamò ghiandola a causa del suo aspetto ed equiparò la sua funzione a quella delle altre ghiandole del corpo, che nella sua concezione servivano principalmente come sostegno ai vasi sanguigni. Galeno si oppose fermamente a una concezione all'epoca diffusa secondo la quale la ghiandola pineale regola il flusso di spirito, sostanza vaporosa di cui si riteneva fossero pieni i ventricoli cerebrali. Galeno rifiutò questa idea innanzitutto perché la ghiandola pineale è attaccata all'esterno del cervello e non può muoversi autonomamente e, quindi, non avrebbe potuto orientare il flusso di spirito nei ventricoli dell'encefalo. Egli, infatti, sostenne che il verme cerebellare (la parte mediana del cervelletto) fosse più qualificato a svolgere tale funzione. Più tardi le teorie di Galeno furono riprese per espanderle o talora modificarle. Nemesio di Emesa, per esempio, le ampliò aggiungendovi l'idea della localizzazione ventricolare, secondo la quale a ogni parte del cervello corrisponde una diversa facoltà: al ventricolo anteriore l'immaginazione, al ventricolo mediano la ragione e a quello posteriore la memoria. Tale teoria rimase in voga fino alla metà del XVI secolo. Ghiandola pineale come sede dell’anima Fu in particolare Cartesio, filosofo francese del XVII secolo, a dare un rilievo maggiore e possiamo dire "metafisico" alla ghiandola pineale. Descrisse infatti in alcuni sui trattati la ghiandola pineale come la sede principale dell’animo umano. Cartesio sostanzialmente pose l'attenzione sul fatto che questa piccola zona del cervello è l’unica a non avere un duplicato. Tutte le diverse componenti di questo organo hanno infatti una parte sinistra e una destra, tranne appunto la ghiandola pineale. Sarebbe questa caratteristica a renderla unica e speciale, da ciò Cartesio ipotizzò che proprio questo luogo fosse quello deputato alla centralizzazione di tutte le informazioni e, essendo l’unica parte solida del cervello, in questa ghiandola fosse anche la sede del pensiero. Ghiandola pineale e terzo occhio La ghiandola pineale corrisponde a quello che in certe tradizioni religiose o mistiche viene chiamato terzo occhio o sesto chakra la cui posizione è in mezzo alle sopracciglia. La conoscenza della ghiandola pineale e delle sue potenzialità metafisiche si hanno fin dai tempi remoti, già gli egizi ad esempio raffiguravano questa piccola parte del nostro corpo come un occhio (la sua forma assomiglia proprio a quella di un occhio se vista di lato). Il terzo occhio secondo la tradizione è fondamentale in quanto si tratterebbe di una zona quasi sempre inutilizzata del cervello che sarebbe invece fondamentale imparare ad attivare ed usare al meglio. Esso avrebbe infatti la capacità di vedere cose che non “appaiono” agli altri due occhi, ovvero percepire frequenze del mondo spirituale ed essere in grado di migliorare la propria intuizione su se stessi e gli altri, soprattutto di notte attraverso i sogni quando la ghiandola pineale è più attiva. La ghiandola pineale produce infatti anche la dimetiltriptamina (DMT), una sostanza psichedelica capace di produrre effetti molto particolari sulla nostra percezione delle cose dilatando lo spazio e il tempo. Tutto questo è possibile soprattutto durante la fase REM del sonno. Ghiandola pineale e Santo Graal Sicuramente una delle credenze più affascinanti legate alla ghiandola pineale è quella che la associa al Santo Graal. Il calice utilizzato da Gesù nell’ultima cena assomiglierebbe infatti proprio alla forma di questa ghiandola che, se vista di fronte, può sembrare un cono rovesciato. Come il Santo Graal sarebbe stato utilizzato per raccogliere il sangue di Gesù crocifisso (essere che nella tradizione cristiana è come sappiamo considerato immortale e illuminato) così la ghiandola pineale raccoglierebbe la melatonina, un vero e proprio liquido dell’immortalità (non a caso tra le caratteristiche di questa sostanza vi è il suo potere antiossidante e dunque anti invecchiamento). Atrofizzazione della ghiandola pineale Se non si seguono buone abitudini e non si allena il terzo occhio, attraverso la meditazione, lo yoga o altre pratiche, si arriva gradualmente con l’età all’atrofizzazione della ghiandola pineale una condizione che in anzianità porta fisiologicamente a ridurre le ore di sonno o soffrire di insonnia mentre a livello spirituale si perdono quelle capacità che possiamo definire “extrasensoriali” di maggiore comprensione di se stessi, degli altri, del mondo che ci circonda e di tutto ciò che non possiamo vedere con gli occhi fisici. Sembra poi che il fluoruro sia una sostanza che si accumula frequentemente nella ghiandola pineale piuttosto che altrove nel corpo generando a lungo termine una possibile calcificazione dovuta alla formazione di cristalli di fosfato. Piano piano dunque si inizia a produrre sempre meno melatonina. Per questo c’è chi consiglia di eliminare questa sostanza dalla propria quotidianità il più possibile, evitando ad esempio dentifrici che lo contengono e scegliendo acqua a basso residuo fisso. inoltre la calcificazione della ghiandola pineale sia un mezzo con il quale si possano “addormentare le coscienze” e dunque manipolare le masse. Ghiandola pineale e dispositivi elettronici Come abbiamo detto, di notte la ghiandola pineale produce la melatonina, un ormone fondamentale nel regolare il ritmo sonno-veglia. Per favorire al meglio la sua produzione occorre il buio, anche una luce soffusa infatti va a rallentare la produzione di melatonina. E’ per questo che utilizzare la sera telefonini, tablet oppure guardare le televisione è altamente sconsigliato. Tutti questi dispositivi andrebbero spenti almeno 2 ore prima di andare a dormire. Problemi moderni con la ghiandola pineale. La calcificazione è il problema più grande per la ghiandola pineale. Il fluoruro si accumula nella ghiandola pineale più di qualsiasi altro organo e porta alla formazione di cristalli di fosfato. Più la ghiandola pineale s'indurisce a causa della produzione di cristalli, meno melatonina viene prodotta disturbando il ciclo veglia/sonno. La ricerca riporta anche che l'indurimento da parte del fluoruro, accelera lo sviluppo sessuale nei bambini, soprattutto nelle ragazze. Uno studio di 30 anni fa svolto in America, riferiva che il 40% dei ragazzi sotto i 17 anni avevano calcificazioni pineali. Da allora si è vista l'insorgenza di pubertà precoce specie nelle ragazze. Eliminare il fluoro può essere il primo passo per ridurre i problemi di salute. Utilizzare un dentifricio senza fluoro, evitare l'acqua del rubinetto e mangiare cibi ricchi di calcio piuttosto che prendere integratori di calcio per ottenere la vitamina D. Senza abbastanza vitamina D infatti il calcio non diventa biodisponibile e calcifica nei tessuti umani tra i quali la ghiandola pineale. Il frutto dell'albero di tamarindo è estremamente efficace nel rimuovere il fluoruro dal corpo. Uno studio ha trovato che i bambini ai quali è stato dato il tamarindo, hanno espulso una maggiore quantità di fluoro attraverso le urine rispetto al gruppo di controllo.

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